Ciao Julia, creatura frattale, un po’ logica e un po’ irrazionale, nata da un sogno ad occhi aperti. Oggi, dopo cinque anni esatti, ci ritroviamo qui per scrivere insieme la fine della nostra blogterapia.
Prima, però, dobbiamo concederci un saluto come si deve.
Innanzi tutto grazie per avermi protetto con il tuo manto rosa, per aver avvolto il mio dolore con la tua bellezza. In questi anni mi hai fatto da ombrello, da amica, da sorella. Mi hai fatto parlare quando ero chiusa in me stessa, hai dato un ritmo alle mie giornate, hai garantito una continuità psicologica al mio cammino verso la guarigione. Mi hai aiutata a rinascere, e questo non si può dimenticare.
Non è facile separarmi da te, Julia. Da quando ci sei, ogni volta che mi sono guardata allo specchio, ho visto anche il tuo riflesso. Ogni volta che, grazie a te, sono riuscita a mettere nero su bianco qualcosa di particolarmente difficile (come questo post, mannaggia!), mi sono sentita subito meglio. Ogni volta che ho cercato di dare un senso alla mia storia, ho trovato direzione e conforto nelle parole del nostro blog. Grazie perché hai trasformato la mia vita in racconto, hai dato le ali al mio diario facendolo diventare vivo, e nello stesso tempo mi hai aiutata a capire meglio me stessa, ad affrontare l’idea del futuro, a sorridere. Grazie perché con te ho vissuto quella vita normale ma non banale che non ho mai smesso di desiderare, sia durante le fasi più difficili della malattia, che in quelle più delicate della guarigione.
Adesso scappo, Julia. Ho sempre tante cose da fare, lo sai. No, non sono triste, perché so che tu resterai qui a proteggere la nostra bella storia. Già: noi due, un passo alla volta e senza mai prenderci troppo sul serio, in questi anni vissuti pericolosamente abbiamo scritto un racconto di speranza, e non é poco. Ora io devo camminare con le mie gambe – cercando di non fare troppi danni -, mentre a te tocca rimanere qui, a difendere questo lieto fine.
Tieni botta, Julia; ti prometto di farlo anch’io.
E mi raccomando: nessun consiglio, nessuna lezione, solo un abbraccio forte a tutti quelli che, per un motivo o per l’altro, faranno un giro tra le nostre parole.

