Ore spezzate

Mi dicono che nei momenti difficili scrivere aiuta. Allora facciamolo, anche se le cose da dire adesso sono diverse da quelle che sono abituata a trattare. Non basta la mia blogterapia, insomma, lo strumento con il quale in questi anni ho imparato a guardare negli occhi il mio dolore. Si tratta di un dolore diverso, profondo, che non riesco completamente a maneggiare. E’ qualcosa che in certi momenti mi toglie il fiato, non solo le parole.

A partire da sabato scorso la mia terra ha tremato forte e spesso, e trema ancora. Noi a casa stiamo tutti bene, non  abbiamo avuto danni. Siamo ancora spaventati – io forse più delle bambine – ma per adesso finisce lì. Molti miei amici e conoscenti invece hanno perso la casa e anche il lavoro, e non sanno quando la situazione potrà tornare alla normalità. Le foto ormai le avete viste tutti: si sono spezzati gli orologi dei nostri bei campanili, sono crollati i tetti delle fabbriche, e soprattutto ci sono circa seimila persone sfollate e sette morti.

Non c’è un modo semplice per descriverlo. Il primo maggio ho pranzato insieme a un gruppo di cari amici in una casa in cui adesso non si può più entrare, a Bondeno. E il mio ricordo più caro di San Felice è legato ai carri in maschera, con i coriandoli sui capelli delle mie figlie e anche sui miei, appena ricresciuti. Inoltre ho lavorato e tuttora lavoro per ditte che forse non apriranno più i cancelli. Quindi sto bene, ma oscillo sempre, come se avessi perduto il mio equilibrio interno, e anche il senso del tempo. Intanto cerco (come tutti) di darmi da fare attraverso qualche gesto di solidarietà, ma mi sembrano solo gocce nel mare.

Non c’è neanche un modo semplice per risolverlo. La terra trema ancora, e anche se la macchina del soccorso è attivata, non si sa ancora quando si potrà iniziare a progettare una ricostruzione. In più abbiamo tutti un grosso debito di sonno, il che toglie le forze e la lucidità necessarie per cercare di risolvere i tanti e continui momenti di crisi.

Non ho molto altro da aggiungere, per ora. Pesco ricordi sparsi di queste giornate, ma non riesco ad organizzarli in un racconto preciso. Ho sempre da fare, ma non capisco bene dove sto andando. Voglio tornare sulla terraferma, ma non so ancora quando succederà.

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17 risposte a Ore spezzate

  1. piccolavale ha detto:

    Ti capisco perfettamente. Io non ero a L’aquila il giorno del “big one” ma erano mesi che le scosse si susseguivano e ne abbiamo sentite tante. Tutta la mia famiglia era lì e hanno impiegato molto per riprendersi. Mia madre per mesi ha avuto paura di alzarsi la notte, anche per andare in bagno. E io, pur non essendo un’amante dell’arte ho pianto per le chiese crollate e per i monumenti perduti. E ho pianto disperatamente per le vittime, ché in una città piccola come la nostra qualcuna la conosci per forza e poi piangi anche per quelli che non conosci. L’unica cosa che posso dirti è “tieni duro”. Ora sembra che non si possa tornare alla normalità ma alla fine pian piano si trova un equilibrio. Che non è la normalità che avevi fino ad una settimana fa, ma è una nuova normalità. Ti abbraccio
    Vale

  2. trasparelena ha detto:

    mi dispiace tanto. Ti ho pensato in questi giorni. Sono contenta che stiate tutti bene

  3. Angela ha detto:

    Non so cosa dire e so che qualsiasi parola sarebbe superflua. Solo chi vive certe situazioni credo possa capire appieno, a me non resta che dirti che ti sono vicina e soprattutto da emiliana ti dico che vedere tutto questo mi dispiace, mi dispiace tanto da star male.Ti abbraccio Angela

  4. unmaredisorrisi ha detto:

    Con tante piccole gocce si forma l’oceano…….

  5. widepeak ha detto:

    aspettavo con ansia un tuo
    post cara. deve essere terribile e mi dispiace tantissimo. vi abbraccio saldamente con forza

  6. margherita ha detto:

    Qui non si è rotto nulla ma lo abbiamo sentito, eccome! Ho ancora nella mente vivido il ricordo del terremoto del ’80 quando abitavo a Napoli, e so che sono esperienze che non si dimenticano. La paura resta ma soprattutto restano il senso di precarietà e d’impotenza.
    Ti abbraccio forte

  7. sullepunte ha detto:

    San Felice e’ di dove viene la zia, e la mia famiglia, di la dal Po, aspetta di dimenticare in fretta la paura. corraggio Julia, un passo alla volta. ti abbraccio

  8. NotForEver ha detto:

    settembre 1997, terremoto Marche-Umbria
    le scose sono durate fino a marzo…è una cosa che ti entra dentro e non ti molla più e ancora adesso la sera quando vado a dormire mi capita di pensarci
    coraggio, l’unica cosa è stare vicini

  9. ziacris1 ha detto:

    Finchè non si ferma non riusciremo a ritrovare un equilibrio, si pensa agli amici a Mirandola, a Sant’agostino, a Dosso nel cimitero dove ci sono i genitori del Ferrari e i suoi nonni, a Poggiorenatico, tutto il nostro mondo, fatto per ora solo di alluvioni, è ribaltato

  10. wolkerina ha detto:

    cara julia, vorrei dirti milioni di cose ma non me ne esce neanche una di sensata, allora ti abbraccio in silenzio

  11. Juliaset ha detto:

    Un grazie a tutti voi, e un abbraccio forte a chi ha lasciato la sua testimonianza…Ora sto meglio, ho solo molto sonno arretrato e i nervi ancora scoperti, ma so che passerà. Adesso banalmente spero solo che le scosse finiscano in fretta e che tutti possano tornare a una vita normale…

  12. Elisa ha detto:

    Ti ho pensata più volte in questi giorni di scosse, e ora sono felice di leggerti, sapere che state bene, e che nonostante tutto si va avanti. Anche qui a Bologna la terra trema, anche se sicuramente è meno spaventosa che lì da voi, e ogni volta spero dentro di me che non abbia fatto altri danni, non abbia distrutto altre case, altri sogni, altri luoghi di lavoro o di ritrovo, altri bei campanili color mattone. Bisogna che ognuno di noi faccia quello che può per risalire a galla, sulla terraferma…
    Ti abbraccio

  13. nonnotalpone ha detto:

    Anche oggi nuove scosse paurose, le abbiamo sentite forti anche a Milano, ho pensato a voi, vi capisco, per quanto abbiamo passato in Valnerina. Ora si è ricostruito, ma il ricordo è ancora fortissimo. Auguri e coraggio !

  14. klelya ha detto:

    soprattutto dopo le ulteriori scosse di ieri, ti penso fortissimo! Spero vada tutto bene!
    Clelia

  15. Trasparelena ha detto:

    Come state? come va?

  16. Juliaset ha detto:

    Sto bene, vivo nella periferia di Modena e la mia zona non ha subito danni rilevanti, anche se anche qui ci sono molti sfollati, per ragioni di sicurezza. Come sapete, ci sono situazioni gravissime a pochi chilometri da qui, e i miei pensieri sono costantemente rivolti agli sfollati e a chi ha perso il lavoro. In più dobbiamo iniziare a convivere tutti con questa nuova paura.

  17. 4p ha detto:

    Ti abbraccio forte forte.
    4p

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