La bambina invisibile

Come, è già passato Natale? Mi pare proprio di sì. Questa volta ho perso completamente il giro degli auguri nella blogosfera, con mio grande rammarico. In realtà non ho inviato neanche i soliti quindicimila sms di Buon Natale e non ho scritto neanche una cartolina di auguri. Sono diventata una bestia, è ufficiale. No, è che queste feste sono finite in mezzo a una serie di faccende impegnative, che tra parentesi hanno assorbito gran parte delle mie esigue energie. Prima di tutto mi sto restaurando un pezzetto alla volta (voglio arrivare ai 40 in splendida forma, è chiaro). Ah, ovviamente parlo di manutenzione ordinaria, ovvero tutto ciò che una persona comune deve fare per arginare i danni dell’invecchiamento, ma niente chirurgo plastico, ho già dato. E poi sto facendo progetti lavorativi, personali, strutturali. Potremmo definirlo una specie di tentativo di emancipazione sociale, anche se non bisogna intenderlo solo in termini di comuni aspirazioni borghesi (che comunque ci sono, sono sincera). Lo sintetizzo così: mi piacerebbe riprendere il mio posto nel mondo, senza chiaramente dimenticare tutto il lungo intermezzo che mi ha resa ciò che sono adesso.

Qui la cosa si fa sottile, forse vale la pena di addentrarsi in un minimo di spiegazione. Prima del cancro la conciliazione lavoro-famiglia era uno dei miei crivelli, anzi, possiamo tranquillamente affermare che era il Crivello. Premetto che ho scelto di fare una professione tipicamente preferita dagli uomini, il che rientra tranquillamente nelle mie capacità intellettive e personali, ma ahimé non si sposa molto con le esigenze di flessibilità di chi ha anche una famiglia da gestire. Ma non starò a farvi una tirata sulla difficile condizione della madre lavoratrice: per me i figli sono stati prima di tutto un desiderio profondo, poi una realtà spiazzante, ma non ho dubbi nel dire che le gioie più intense della mia vita siano legate agli ordinari momenti dell’esistenza delle mie bambine, e per questo non c’è prezzo. Questo può non essere valido per tutti, ci mancherebbe, ma per me è sempre stato così. Dicevamo, prima del cancro ci tenevo a mantenere il presidio sulla professione anche mentre scaldavo il biberon, e dopo tanto cercare avevo finalmente trovato un bel lavoro part-time (stimolante, fortunatamente). Dopo il cancro il Crivello è andato un po’ a farsi benedire, diciamolo. Ho dovuto concentrarmi su me stessa, ed è stato come avere una bambina invisibile da accudire ogni giorno, mentre crescevo le due bambine vere che avevo messo al mondo (e mentre lavoravo, per inciso).

Ora la bambina invisibile mi ha fatto capire che è giunto il tanto atteso momento dell’emancipazione reciproca: possiamo proseguire insieme, ma lei non sarà più la mia priorità assoluta. Tutto ciò mi spiazza, e a volte mi rende raggiante, altre triste. Come mi capita sempre quando affronto un grande cambiamento, provo un netto senso di solitudine e soprattutto una terribile paura. Riprenderò il mio posto nel mondo, perché il mondo mi chiama e me lo chiede, ma so che dentro di me rimarrà a lungo questo senso di smarrimento, questa vertigine così difficile da spiegare e condividere. E’ solo che per tanti anni ho desiderato liberarmi di questa nuova me stessa così fragile, appiccicosa e bisognosa di protezione, e adesso che se ne va la vorrei accanto a me, a tenermi la mano e a darmi coraggio.

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11 risposte a La bambina invisibile

  1. unmaredisorrisi ha detto:

    Chiudere una parentesi della propria vita ma senza dimenticare del tutto ciò che è stato costruito nel bene e nel male dentro quella parentesi è a mio avviso molto positivo. Poi è vero che sul momento tutto sembra difficile, ma tu dalla tua hai la forza dell’amore che dai e che ricevi in primis dalla tua famiglia e poi da tutte le persone che gravitano intorno a te. Per cui ti dico fatti coraggio….vedrai il cambiamento sarà all’insegna della positività

  2. Un buon allenamento per quando dovrai “lasciar andare” le Principesse . . . capiterà vedrai, la stessa cosa! Questo te lo posso dire, perché questo che scrivi sulla bambina invisibile è quello che è capitato man man che i filgi si son fatti grandi e hanno deciso della loro vita!
    Sai, rimangono sempre un po’ dentro di te, ma vanno anche via e tornano e ripartono e ogni volta e piacere e malinconia, ma anche tanta gioia! Come quella, sono convinta, che proverai tu a riuscire “mantenere il presidio sulla professione” e su tutto il resto . . . che ormai, sei preparata!
    Buon Anno, a tutti voi, Fior

    • Juliaset ha detto:

      Ci ho pensato anch’io…Probabilmente è un assaggio di quello che succederà quando le bimbe cresceranno. Durante l’anno appena passato le due principesse hanno fatto un cambiamento impressionante, anche questo mi ha spiazzata… Ma ora voglio godermi i buoni propositi. Buon Anno, cara Fior!

  3. Concordo in pieno con Fior!
    Auguri di serenità e sorrisi ^_^ a tutta la principesca famiglia

  4. Rosie ha detto:

    E’ dura recidere questa sorta di cordone ombelicale, ma ce la farai. Ce la stai già facendo…Buon 2012 e un abbraccio!

  5. timenn ha detto:

    Che sogno poter “solo” pensare di riappropriarsi della prppria vita…
    Auguri, Claudia

  6. 4p ha detto:

    La tua scelta sarà la migliore.
    Già sai che proverai a conciliare le due cose, ma non perdere questo treno.
    Come qualcuno ha detto prima di me, i figli crescono e hanno la loro vita da costruire.
    Non le stai abbandonando le tue bimbe, volta per volta affronterai la quotidianità, sai non c’è una ricetta per tutto, ma sono gli ingredienti giusti che fanno di un piatto, un buon piatto.
    E tu lo sai.
    4p

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