Bene prezioso

Alla fine le lacrime arrivano, a conclusione di una giornata particolarmente intensa. Sono tonde, inarrestabili, piene di energia. Cominciano a scendere e in un attimo bagnano il cuscino, il pigiama, il pupazzo a forma di riccio.
 
Mi manca la mia maestra dell’asilo.
Non capisco quello che devo fare.
Sono sola in classe, senza le mie amichette preferite.
A scuola giochiamo pochissimo.
Sono l’unica con gli occhiali.
Mi mancano i lavoretti.
Sono stanca.
Non pensavo che fosse così difficile.
 
A un certo punto le lacrime spariscono, così come sono venute. Il pigiamino si asciuga, il riccio viene liberato dalla stretta, il broncio si distende. Una carezza, una favola, si spegne la luce ed è finalmente ora della nanna. Il grembule è stirato, la cartella è pronta, i compiti sono svolti, e il sonno post pianto arriva implacabile e consolatorio.
 
Nel mio letto penso che manca anche a me la Maestra C, la persona che in questi anni mi ha aiutata a crescere serenamente le mie figlie. Mi manca soprattutto perché “ci siamo fatte delle belle risate insieme”, parole sue. Poi penso che anch’io, in certi momenti, mi sento sperduta. Non mi diverto quanto vorrei, sono stanca, spesso non ci capisco niente e non immaginavo di certo che fosse tutto così difficile. Senza contare che sono abbastanza stufa di sentirmi l’unica con …gli occhiali, da diverso tempo. Solo che adesso sono troppo grande per stritolare il riccio di peluche, purtroppo.
Non so esattamente quando ho imparato ad affrontare il dolore, ma deve essere successo per gradi. In prima elementare, ad esempio, in classe ho pianto per due settimane di fila, non ricordo perché. Ricordo però benissimo il giorno in cui ho smesso. Durante la ricreazione mi trovavo a frignare in uno di quei bagni da nanetti, con i lavandini piccoli, e fui raggiunta da una mia compagna di classe, una bimba con una treccia lunghissima e una mano sola. Mi disse che ero una piagnona antipatica e davo fastidio a tutti. Capii che forse era il caso di smettere immediatamente e da quel giorno diventammo grandi amiche, seguendo le strane regole dell’affinità tra cuccioli.
Ok, questa è una bella storia, però in seguito non è sempre andata così bene.
Seguendo la mia curva di crescita ho continuato a piangere, tanto e spesso, anche per questioni di poco conto. Periodicamente ho pianto perché non accettavo i miei sbagli, non tolleravo i rifiuti, ero terrorizzata dai fallimenti. Smettevo di piangere più per orgoglio e sfinimento che non per reale convinzione, anche se la maggior parte delle volte sapevo benissimo che non ne valeva la pena. Poi ho pianto lacrime con un sapore diverso, per i cosiddetti grandi dolori e per quel briciolo di male di vivere che tutti, chi più o chi meno, ci portiamo dentro.
Ora piango per lo più lacrime asciutte, ma quando decido di farlo seriamente mi lancio di brutto. Sono una velocista del pianto, produco moltissime lacrime in pochi minuti, poi basta, torna il sereno. In maniera del tutto simile a questa bimba di prima elementare che dorme abbracciata al suo riccio e non conosce ancora il valore del suo pianto.
Ma io sì, quindi so che domani giocherà abbracciata dal suo grembiule blu, dividerà la merenda con una nuova amica, scriverà il nome della maestra e piano piano capirà che le cose non sono sempre così difficili come sembrano. E proprio grazie a quegli scomodi occhiali, oltre che ai suoi occhi profondi e belli, imparerà ad amare la vita solo per ciò che è.

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19 risposte a Bene prezioso

  1. ziacris ha detto:

    E' un passagio impegnativo per loro, io me le aspetto, prima o poi so che arriveranno anche qui, spero solamente di essere in grado di aiutarla in quel preciso momento.
    spero di non farmi prendere dalle lacrime pure io

  2. utente anonimo ha detto:

    Il mio primo giorno di scuola me lo ha ricordato mia mamma tempo fa.
    Sono corsa da lei e le ho detto: "mamma, ma la vita è così per sempre?"
    4 p

  3. utente anonimo ha detto:

    Piccola Grande Julia:-))
    Il ritmo. la quiete, la serenità, la dolcezza in questo post  … sono rineranti per chi legge, dopo una giornata, diciamo faticosa.

    Un saluto
    Paolo

  4. utente anonimo ha detto:

    Intendevo rigeneranti:-)

    Paolo

  5. widepeak ha detto:

    se vuoi, però, posso farti da riccio di peluche ogni tanto, eh? gli amici ci sono per questo 🙂
    andrà tutto bene
    bellissimo post

  6. timenn ha detto:

    Che tenerezza leggerti..
    Mi hai fatto ricordare il mio primo giorno di scuola da alunna.
    Il primo giorno di scuola di mia figlia, ora,  ventenne…
    Il mio primo giorno di scuola da insegnante… che paura…
    Leggerti è lieve e profondo… non è comune.
    Un abbraccio Claudia

  7. camden ha detto:

    Vorrei imparare da te a piangere e smettere subito, io quando inizio vado avanti per quasi 24 ore e consumo poi barili di camomilla mattutina per sgonfiare gli occhi!! E in questo periodo mi sento un po' lacrimosa in generale…brava tu che con il racconto del pianto della Principessa dai una lezione importante anche a noi adulti…

  8. juliaset ha detto:

    @ziacris: lì per lì si riesce a mantenere una certa calma, vedrai…

    @4P: :-))

    @Paolo: grazie…Mi hai fatto venire in mente che la maestra della Princi ha esordito dicendo che la passione è fatica…in effetti non è facilissimo da capire!:-)

    @widepeak: vale anche per me, ovviamente…Sarei un buon riccio anch'io, in effetti!:-*

    @timenn: deve essere tosta, anche da insegnante…Un abbraccio!

    @camden: ma parli con una che ha la lacrima facilissima quando si commuove, per quanto velocista del pianto nelle difficoltà! Non saprei se è una lezione di vita, certo questo episodio mi ha fatto ritrovare alcuni ricordi importanti…

  9. unmaredisorrisi ha detto:

    Beh le lacrime dei propri figli creano sempre un pò di dolore, ma sono certa che la tua principessa troverà presto il sorriso…. Un amico tanti anni fà mi ha detto che piangere fà bene….importante è che dopo si ritorni a sorridere.

  10. wolkerina ha detto:

    Che bel post e che tenerezza la tua bimba con il suo riccio! Son convinta anch'io che domani andrà meglio. Anch'io da piccola piangevo tantissimo ora purtroppo anche se ho la lacrima facile esaurisco il tutto con 4 gocce!! un abbraccio

  11. straelizia ha detto:

    Un post tenerissimo, dolcissimo!
    Grazie! 🙂

  12. cristina13 ha detto:

    io ho la figlia "piccola" che va in terza liceo, ma rimpiango ancora le maestre della materna.
    e sì che di insegnanti brave, a volte molto brave, ne ho conosciute. ma l'attenzione e l'empatia che mettevano a dosi industriali nell'accudire i cuccioli, beh, mi manca tuttora.

    e il pianto, vabbe'. a volte è proprio una manosanta, cara J.

    un bacio, a te e alla piccola donna con gli occhiali.

  13. MissMaj2010 ha detto:

    Che tenera la Pulcinona… quanta tenerezza in quelle lacrimone, quanta disperazione… Crescere non piace a nessuno, diciamocelo!
    Non parliamo di lacrime, che io ho pianto pure con "la carica dei 101", e poi quest'ultimo anno, sembra mi abbiano inserito una specie di diga negli occhi che ogni poco si apre…

    Vi abbraccio, te e la Principessa ( e il riccio… )

  14. juliaset ha detto:

    @unmaredisorris. sì, è già passata, pare…

    @wolkerina:dobbiamo fare il club delle ex-piagnone! :-*

    @straelizi: :-))

    @cristina13: anche io ho la sensazione che ricorderò sempre la maestra C con grandissimo affetto…E' stata una delle prime persone a cui ho spiegato la mia situazione (quando non l'avevo capita bene nemmeno io) e da lei ho ricevuto un preziosissimo appoggio durante tutti questi anni.

    @MissMaj201: mi fai venire in mente un'altra cosa…Io all'età della Princi sicuramente non avevo maturato la sua stessa capacità di capire cosa mi faceva stare male. Credo sia uno dei segreti per un pianto veramente "efficace"… Un bacione!

  15. utente anonimo ha detto:

    ecco, non ero piagnona, ma ora mi hai fatto scendere una lacrimuccia…
    Però quando attaccavo, ora che ci penso, mi prendevano i singulti 😦
    Una carezza a te e alle principesse
    Giorgia

  16. cautelosa ha detto:

    Tenera Principessa Piccola!
    Affrontare una nuova esperienza non è sempre facile, ma giorno dopo giorno la strada si spiana e tutto diventa più semplice.
    Auguri!

  17. juliaset ha detto:

    @Giorgia: i singulti sono un'arma sleale, se capita alle mie figlie mi crollano tutte le difese ( e a volte anche i principi, lo ammetto)…Prendo molto volentieri le carezze, perché in questi giorni ce n'è un gran bisogno.:-*

    @cautelosa: infatti adesso va già molto meglio, per fortuna…

  18. Notforever ha detto:

    io ho sempre pianto poco da bambine e anche l'adolescenza è stata difficile ma con pochissime lacrime
    e non è un bene, credimi, ti cresce tutto dentro e dal di fuori non riescono ad aiutarti, non gliene dai modo…
    piangere così è un momento di crescita indispensabile

  19. juliaset ha detto:

    Lo credo anch'io…:-*

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