Quattro anni insieme (e una riflessione sulla blogterapia)

“Scrivere è un’attività complessa: è, insieme, preferire l’immaginario e voler comunicare; in queste due scelte si manifestano tendenze assai diverse e a prima vista contrastanti.”

Simone de Beauvoir, La Terza Età

Quando ho aperto questo blog, esattamente quattro anni fa, mi sentivo in dovere di dare una giustificazione a un’iniziativa così apparentemente stramba come quella di mettere in piazza i miei sentimenti. Come molti altri malati avvertivo l’esigenza di sdoganare il cancro dal racconto indiretto (e soprattutto pieno di luoghi comuni), ma soprattutto avevo l’assoluta necessità di buttare giù il muro che mi divideva dal resto del mondo. Per me il blog era lo strumento ideale, ma allora non lo sapevo con certezza: trasformare questa specie di intuizione in una vera e propria “strategia di cura” per me è stato un percorso progressivo e non banale, anche se ora mi sembra impossibile immaginarmi mentre affronto la malattia senza il sostegno della scrittura in rete.
Il fatto è che il blog c’è stato sempre, nei momenti belli e in quelli brutti, in quelli leggeri e in quelli pesanti. C’è stato addirittura nei momenti in cui avevo poca voglia di scrivere: in questo caso, pur limitandosi ad essere il custode affettuoso della mia storia, mi ha dato la possibilità di rileggerla e di rielaborarla. Anche adesso, per inciso, ho poca voglia di parlare, però il blog è qui con me, più silenzioso del solito, ma presente.
Sono silenziosamente riflessiva perché quest’estate strana mi ha regalato una sensazione nuova: per la prima volta da circa cinque anni mi sono trovata a ricoprire, in famiglia ma non solo, il ruolo della persona “sana” impegnata a dare una mano ad altre con maggiori problemi di salute. Questa piccola inversione di ruoli mi ha resa più riservata e contemporaneamente mi ha spinta a rileggermi, guarda un po’.
Ed è così che in questi ultimi giorni ho riesaminato ancora una volta l’inizio di tutta la mia blogterapia, ma con occhi diversi, se possibile. Mi sono rivista di nuovo com’ero nell’estate del 2007, sola, piccola, disorientata. Certo, c’erano state altre situazioni in cui mi ero sentita un’aliena (penso ad esempio ai periodi post partum, ma anche al momento in cui avevo deciso di lasciare un lavoro sicuro che mi rendeva infelice), però quella totale assenza di comunicazione legata alla condizione di malata no, non me l’aspettavo.
Ho tuttora ricordi confusi di quel breve periodo compreso tra la diagnosi e l’inizio della blogterapia: so che ero concentrata sulle cose pratiche, e per il resto ero disperata e chiusa nel mio dolore, ma forse facevo e pensavo anche altro, non saprei dirlo con certezza. La parziale amnesia si interrompe solo perché dopo quel buio c’è il blog, e nel blog ci sono le mie figlie che crescono, il lavoro che va avanti, la ricostruzione, gli alti e bassi, le paturnie, le soddisfazioni, la guarigione, la vita.
Ed è strano, perché ora, solo ora riesco a capire bene quanto ho sofferto in quel primo periodo senza parole. Lo vedo nitidamente solo adesso che sono appunto “sana”, cioè abile e arruolata per la vita normale. Ora che mi avvicino ai controlli semestrali e sono in fermento perché inizio a sentire l’odore di ospedale nell’aria (neanche fosse la primavera), ma non ho più l’angoscia dei primi tempi. Ora che provo soprattutto spavento quando mi confronto con il dolore degli altri, e mi sento anche in colpa, perché la mia non è sincera empatia, ma vera paura. Sì, perché la sofferenza altrui è anche mia: un riflesso del passato, un’eventualità del futuro, qualcosa che comunque scorre davvero dentro le mie vene, anche se non causa il male del corpo (e questo lo so bene, non dimentico mai che sono fortunata). Ma nonostante la consapevolezza del dono della salute, l’immagine della malattia si riflette sempre dentro di me, anche se fuori non trapela nulla: in pratica è come avere una doppia ombra di cui gli altri raramente si accorgono.
Questo è quanto: vivo con due ombre, eppure non sono infelice, né terrorizzata. Sono consapevole di avere un ventaglio di opzioni di vita davanti a me, e continuo a scrivere perché voglio condividere proprio questo: non il mio dolore – che ora non c’è – ma la mia possibilità.
Questo è ciò che scriverò qui, finché avrò qualcosa da dire che non riesco ad esprimere in altro modo, finché quell’immagine di sofferenza rimbalzerà dentro di me.
Finché questo blog sarà lo svuotatasche dell’anima, l’amico buono – e un po’ strambo – che ascolta tutto, e non fa una piega quando vede le tue ombre, perché pensa di conoscerle meglio di te.

Foto: Healing with Words

Questo post si può leggere anche qui.

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21 risposte a Quattro anni insieme (e una riflessione sulla blogterapia)

  1. utente anonimo ha detto:

    Non potevi scrivere una riflessione più condivisibile sul tuo blogcompleanno. Tanti auguri, carissima Julia.
    Giorgia

  2. utente anonimo ha detto:

    un post intenso e molto veritiero, a partire dall'epigrafe di simone de beauvoir. anch'io ricordo il periodo appena successivo alla diagnosi come avvolto nella nebbia, un miscuglio di paure, pragmatismo, decisioni da prendere, puro delirio da scollamento che per fortuna ho potuto condividere con una persona molto speciale. e il tuo blog, insieme ad altri, è stato uno degli strumenti che mi ha permesso di leggere la mia esperienza con obiettività e leggerezza.
    quindi nel farti gli auguri ti dico grazie, per questo spazio e per le tue parole.

    tua assidua lettrice,

    l.

  3. wolkerina ha detto:

    Buon blogcompleanno e grazie perchè leggerti mi è servito molto!
    L' espressione "svuotatasche dell'anima" è bellissima, e rende a descrivere la grande funzione che ha la scrittura, io per andare sul sicuro ho evitato di dire che ho aperto un blog, giusto per essere sicura di svuotarle completamente..
    un abbraccio e auguri!

  4. fiordicactus ha detto:

     "lo svuotatasche dell’anima "  . . . questa definizione, insieme a quella che ho letto   nei commenti tempo fa "un diario che ti risponde", è azzeccatissima!

    Sono contenta di conoscerti da tanti anni, i miei auguri con tutto il cuore.

    La prima volta che sono capitata di qua (ricordi, arrivavo, quasi per caso, dal blog del Principe) sono rimasta così colpita, positivamente, dai tuoi toni, dal tuo racconto e dalla tua vivacità nell'affrontare questa malattia. Mi sono chiesta  spesso in questi anni se io nei tuoi panni sarei stata altrettanto determinata, altrettanto combattiva o se mi sarei semplicemente lasciata andare. Adesso, posso dire che, grazie soprattutto a te, la mia risposta sarebbe diversa!

    Buon Compleblog e complimenti per la tua decisione in quel giorno del lontano agosto 2007!

    Con simpatia e amicizia! R (e l'Udmv)

  5. diggiu ha detto:

    Non ti frequento da tanto e sono arrivata nel tuo blog tramite Fiordicactus. Mi hai subito conquistata per lo stile e la tua capacità di narrarti che nasce dal profondo del tuo animo. Consiglio di passare da te a chiunque incontro che abbia un po' di dimestichezza con il web e che si trovi alle prese con "illo". L'ho consigliato alla mia ex collega(che peraltro sta combattendo con grinta la sua battaglia) e lo leggo per me stessa perché è un arricchimento personale! Grazie Julia perché non è a caso che ci siamo incontrate. Ti leggo sempre anche se non lascio spesso commenti.
    Buon compleblog e proseguimento!

  6. camden ha detto:

    Una bellissima riflessione sulla blogterapia, con il tuo consueto stile chiaro e diretto, che rende ogni post una fonte di riflessione.
    Buon blog-compleanno e complimenti per l'immagine che hai scelto, è bellissima e molto efficace sul senso della blogterapia…

    Ps blog-svuotatasche dell'anima è un termine fantastico!

  7. widepeak ha detto:

    bellissimo post, è bello sapere che questo posto c'è, per te. e anche per me, quattro anni dopo.
    un abbraccio forte, sincero e grato

  8. utente anonimo ha detto:

    Sono emozionata, e non posso che ringraziarti.
    Potrei dire che "ne abbiamo passate tante insieme" e ti posso garantire che leggere i tuoi post mi ha sempre consolata e aiutata a non sentirmi sola! Ogni volta che leggevo e che leggo penso: "ecco questo è quello che ho provato, che ho passato e che penso anch'io"!
    Si,  trovo che la blogterapia sia una delle cure migliori anche per chi, come me, si limita a leggere! Se poi ci metti che sei una persona speciale con una famiglia speciale….  Grazie e tanti auguri Julia
    MABi 

  9. sullepunte ha detto:

    in passato l'ho detto in breve, vista l'occasione ti lascio un biglietto come fanno gli americani.
    sono felice che tu abbia scelto di lasciarti trovare dai passanti, di non scrivere solo per te stessa, di lasciare questa pagina "in piazza". onorata di essere passata di qui, attratta dal frattale e definitivamente conquistata dalle tue parole. ho sempre l'impressione di stare a prendermi un caffe' con te, quando passo di qui, anche se non e' mai capitato. sei stata e sei, negli anni, un esempio di donna straordinaria, per la capacita' che hai di porgerti alla vita e al suo racconto senza "pelle" e allo stesso tempo mantenere la tua delicatezza, un'umanita' onesta e semplice. grazie.

  10. mezzatazza ha detto:

    Sono molto d'accordo.

    Brava

  11. juliaset ha detto:

    @giorgia: mi fa piacere che la pensi così…Un bacio grande!

    @l.: "delirio da scollamento"…Ecco il termine! 🙂 Ti ringrazio tanto, sicuramente sai quando siano importanti per me queste dismostrazioni di affetto "anonime" che ricevo dalla rete…colgo l'occasione per ringraziare tutti quelli che passano di qua e che con la loro presenza (silenziosa o no) danno un senso alla mia blogterapia.

    @wolkerina: hai fatto bene, così puoi scrivere in assoluta libertà…per uscire dalla condizione di anonimato del proprio blog c'è sempre tempo! Intanto grazie per i complimenti!

    @fiordicactus: sai che l'affetto è reciproco…Ah, l'espressione "il diario che ti risponde" non è mia, è apparsa sul mio blog in un commento (se ricordo bene) ma mi era piaciuta tanto che ho iniziato a usarla qua e là!:)

    @diggiu: è vero, cara amica, incontrarsi su un blog all'inizio è un caso, ma dopo un po' diventa una scelta…A presto!

    @camden: sei sempre troooppo buona! A proposito di caso, sono arrivata a questa foto tramite un percorso completamente diverso da quello della blogterapia, a volte anche le vie di google sono infinite!:-)

    @widepeak: è bello esserci trovate, e continuare a pensare di scrivere, leggerci e incontrarci per molto, moltissimo tempo…

    @Mabi: è vero, ci conosciamo dai tempi del forum…E sono quasi cinque anni, mi gira la testa! Ci penso spesso, sai, a quel momento in cui scrissi che avevo bisogno di aiuto, come ha ricordato anche elasti nell'intervista a D. Tutto è partito da lì… sono e sarò sempre infinitamente grata alle "donnine del forum" per avermi fatto da primo gruppo di supporto. Un bacione!

    @sullepunte: quanto mi piace l'idea di questo caffè! Grazie di cuore.:*

    @mezzatazza: :-))

  12. unmaredisorrisi ha detto:

    Bellissimo post…. il post di un futuro luminoso e che guarda avanti con positività e sostegno a quanti ne avranno bisogno. Brava Julia!!!

  13. cristina13 ha detto:

    continua cara J, scrivi ancora, per te stessa e per chi leggendoti si sentirà meno solo.

  14. roccetta ha detto:

    Che post meraviglioso e che bella immagine per sottolinearlo! Buon compleanno al tuo blog e…100 di questi giorni!
    Vale

  15. juliaset ha detto:

    Ancora grazie a tutti!:-*

  16. vocetta ha detto:

    Come mi hai detto tu un po’ di tempo fa, mi piacevi anche prima, ma mi piace sempre di piú la donna che sei diventata! 🙂 un bacio grosso a te e a tutte le tue amiche del blog! (ops! Anche agli amici, ci mancherebbe!!!) vocetta

  17. utente anonimo ha detto:

    Bellissimo post e come sempre, scritto benissimo.
    Fonte di mille riflessioni, è sempre un gran piacere leggerti.
    Grazie 4 p
     
     

  18. juliaset ha detto:

    @vocetta: ehhhhh…Si dice in giro che sia diventata anche una grandissima rompiscatole, ma tu sei molto buona!:-*

    @4 p: grazie, si può dire che è sempre bello leggere i tuoi commenti? Sì, perché il blog è mio, eheheh.

  19. mariattaccatolena ha detto:

    carissima sono capitata per caso a leggere vil tuo post passando per oltreilcancro, meraviglioso, hai espresso con parole superbe e delicate allo stesso tempo quella che è la motivazione che ha spinto me , alla scoperta di avere un cancro, di scrivere, esorcizzando paure e incubi.
    Adesso andrò a leggere il tuo blog,ma volevo chiederti se potevo postare le tue ruflessioni sul mio blog, citandoti come autrice, vorrei che altra gente scoprise ilk valore della BLOGTERAPIA.
    Aspetto tuo contatto , la mia mail è
    lotenim@yahoo.it
    ciao

  20. juliaset ha detto:

    Ma certo che puoi farlo, Marilena (giusto?), ne sono onorata!
    Grazie mille del passaggio e in bocca al lupo per tutto…
    Un grande abbraccio!

  21. Pingback: Quattro anni insieme (e una riflessione sulla blogterapia) | Oltreilcancro

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