Voci, solitudini, villaggi

Ieri una bella notizia mi ha illuminato la giornata: il blog di Anna Lisa, la nostra Anna-staccato-Lisa, è approdato su La Stampa.
E' una notizia straordinaria: è vero, sono stati pubblicati ormai numerosi articoli sui cancer blogger, ma è la prima volta che un blog  di questo tipo viene adottato in toto, senza tagli, senza censure, insomma senza dubbi. Dieci e lode a La stampa, quindi, che ha preso una decisione netta, e ha scelto un blog bellissimo e una persona straordinaria per far arrivare senza filtri a tutti i suoi lettori la voce di un malato di cancro.
E che voce, poi: ironica, schietta, e con un ganzissimo accento toscano!

Ma adesso, dopo questo momento di grande soddisfazione, c'è una cosa più complicata che devo assolutamente scrivere, e lo farò di getto, altrimenti credo proprio che imploderò prima di arrivare alla fine.
Oggi un amico mi ha segnalato quest'altra notizia, di tutt'altro tenore: la sentenza di un tribunale statunitense ha tolto ad una donna malata di cancro al seno la custodia dei figli «per tutelarli» dalla malattia della madre. E' chiaro che non posso giudicare freddamente una sentenza del genere, perché mi tocca troppo nel profondo, pur ammettendo che prima di parlarne bisognerebbe approfondire bene di che si tratta (ma io, onestamente, non sono in grado di farlo, e non ne ho neanche voglia). E' logico che siano sufficienti poche righe di quello che ho letto per farmi montare una rabbia immensa. E' evidente che di fronte a tutto questo mi senta scossa e ferita, oltre che molto, ma molto battagliera.

Un antico proverbio africano recita: “Ci vuole un villaggio intero per crescere un bambino”. Ecco l'unico pensiero che riesce a formulare la mia povera mente, che come sempre cerca rifugio dove è certa di trovare conforto, soprattutto nelle situazioni di rabbia e dolore.
Dunque ci vuole un villaggio intero per fare di un bambino un uomo, dice la saggezza popolare. Il proverbio non parla della necessità di disporre di una mamma sana, non cita le doti indispensabili di una mamma perfetta. E allora dove sono finiti i nostri villaggi, mi chiedo, se una mamma malata è così sola da sentirsi dire che i suoi figli non possono più crescere con lei, insieme a lei?
Ora mi sento turbata, ma non voglio credere che i nostri villaggi non esistano più, non è possibile. In quattro anni di blogterapia ho (quasi) accettato il tumore, ma questo no, non lo accetto.
Perchè, sapete, ci vuole un villaggio intero anche per prendersi cura di un malato di cancro, per far arrivare lontano la sua voce. Anche i malati, le persone sole, e addirittura le persone sane hanno bisogno di un villaggio per crescere.
A ognuno di noi la propria responsabilità.

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12 risposte a Voci, solitudini, villaggi

  1. MissMaj2010 ha detto:

    Hai ragione Julia. Dove sono i nostri villaggi? Ormai tutti siamo lasciati ai nostri destini, che bello chi brutto, sono rari i casi di "tutti intorno a te" quando si parla di situazioni problematiche, quel che è certo che questa notizia mi sconcerta e mi fa infuriare, che una mamma malata ha tutto il diritto di avere i suoi figli accanto, e lo stesso vale per i figli, hanno tutto il diritto di rimanere con la loro mamma!! Certo, è più facile toglierli che invece pensare ad una rete di aiuto che permetta a questa famiglia di rimanere unita anche in una situazione difficile e delicata come quella della malattia.
    Ormai andiamo per scorciatoie, in tutto il mondo, senza curarsi troppo dell'individuo.
    Di Anna Lisa invece avevo letto direttamente da lei, e sono tanto contenta di questa bella iniziativa da parte de "La Stampa", ( che comunque ci guadagna, Anna Lisa scrive che è un piacere!!).
    Insomma, una notizia bella e una brutta, così come è la vita.
    Un bacio

  2. agrimonia ha detto:

    L'america è davvero un paese strano e ilò fatto che molti politici guardino a lei come esempio a volte mipreoccupa

  3. pastissa ha detto:

    Concordo col tuo scritto.
    Penso a quanta saggezza e intelligenza c'è nei paesi del terzo mondo, e noi con tutto il nostro progresso, ci stiamo perdendo nel nulla.
    L'egoismo, il danaro e la superficialità sono i peggiori nemici dell'uomo.

    Ciao carissima
    4 p   

  4. camden ha detto:

    La prima parte del tuo post, quello su Anna Lisa, mi riempie di nuovo di orgoglio e contentezza così come lo sta facendo dal momento in cui ho saputo la notizia.

    La seconda parte del post fa veramente arrabbiare. Penso soprattutto al grande danno psicologico nei confronti di questa donna, e che potenzialmente potrebbe portarla a morire per il dolore dovuto al distacco dai suoi figli che probabilmente sono la sua forza.

    E' una cosa veramente ma veramente assurda….

  5. fiordicactus ha detto:

    Sono stata contenta di sapere la bella notizia di Anna Lisa  . . . molto, ma molto meno quando ho letto quell'altra, qualche giorno fa . . . speravo davvero che tu non la vedesti (avevo pensato anch'io di portarla alla vostra (inteso come Oltreilcancro) attenzione, ma poi mi è sembrata così una bruttissima notizia! )
    Forse ha ragione la giudice, non è mai bello avere a che fare con malattie, ospedali e morte . . . ma anche far scomparire la mamma di punto in bianco, sarà traumatico! Ricordo le nostre visite a una vecchia zia ammalata, io avevo tra i 9 e i 10 anni . . . ricordo anche ceh Piero Angela, una volta (con le lacrime agli occhi) disse che sua mamma era morta quando lui era piccolo e per non farlo soffrire gli hanno detto che era partita, ha detto "sono stato per anni convinto che fosse partita senza di me perchè non mi voleva bene . . . " 

    In OT, ma neanche troppo . . . ma su Grazia, la Milva è la Milva del Cesto???
    Di Candem, c'è l'indirizzo, perciò l'ho visto . . . diciamo, che anche se non la seguo assiduamente, la seguo e la "conosco".

    Vado a controllare i tuoi link, per tenermi informata di queste cancer- blogger "super star", tra giornali, radio e Tv! Danno (date) a tante di noi un esempio di vita che serve anche a chi non è malata! Oltre a farci capire che non bisogna fermarsi al primo medico di famiglia (che a me che gli dicevo "ho mal di spalla" mi ha chiesto "Vuole fare i raggi o l'ecografia???" Che, sono io che ho studiato da Dottore???  . . . Poi me li ha prescritti tutti e due!) 

    Baci baci, R 

  6. utente anonimo ha detto:

    Carissima hai scritto delle cose belle e vere che mi hanno fatto incazzare e un pç. Ma come si può togliere i fifli ad una donna, come si può con motivazioni così "immorali". Vabbè non riesco abbastanza ad esprimere il mio sdegno. Ti abbraccio e grazie per le cose che hai scritto. Perdix sloggata. C.

  7. juliaset ha detto:

    @MissMaj2010: già, a volte ci si mette davvero d'impegno per schivare la scelta più semplice. :-*

    @agrimonia: non conosco così bene l'america, ma temo che ormai cose del genere capitino ovunque, magari non legate a una malattia come il cancro…

    @4P: penso che la saggezza sia propria di tutta l'umanità, quando si ricorda di essere tale…

    @camden: in realtà volevo scrivere solo la prima parte, poi ho pensato al coraggio dimostrato da Lastampa nel sostenere senza troppe remore un blog che parla di cancro, poi mi è preso il drittone…Già, il danno psicologico è inquantificabile, vuol dire condannarla e contemporaneamente umiliarla.

    @fiordicactus: premetto che voglio uscire velocemente da questo argomento così delicato, mi fa troppo male… Io la ricetta magica, per queste situazioni, non ce l'ho. Va studiato bene il problema, conoscendo anche le caratteristiche delle persone coinvolte, e suppongo che con un aiuto valido si possa tovare una soluzione. Magari non perfetta, ma umana sì.
    O.T.: Sei stupita?:-)

  8. utente anonimo ha detto:

    LA NOTIZIA STATUNITENSE CHE RACCONTI, MI HA SCIOCCATO!!
    MA PREFERISCO PARLARE DELLA NOSTRA ANNA LISA; ANCH'IO COME TE SONO FELICE CHE LA STAMPA SI SIA ACCORTA DI LEI "ADOTTANDO" IL SUO BLOG! UN SALUTO DA ARCOBALENO ( ANNAROSA )

  9. fiordicactus ha detto:

    E oggi, tutte insieme, sul Corriere della Sera . . . con una tua citazione! Wow!   http://27esimaora.corriere.it/articolo/si-puo-scherzare-sul-proprio-tumore/  

    Ciao, R

  10. ilmaredentrome ha detto:

    ho letto ieri l'articolo della mamma statunitense che mi ha profondamente turbato, ne ho scritto anche io, perchè alcune notizie sembrano delle bombe.

  11. ziacris ha detto:

    I malati di cancro sono sempre più soli e i loro familiari pure, ma per fortuna si creano delle reti di slavataggio fra i malati stessi, questo è il villaggio

  12. juliaset ha detto:

    @Perdix: hai ragione, è immorale…Ed anche assurdo: neanche io durante le terapie sono riuscita a fare esattamente tutto come prima, nonostante sia stata sempre relativamente bene, e non sarei mai riuscita a prendermi cura di due bimbe in età da asilo (come invece è successo) se non avessi avuto il supporto della mia famiglia, dei miei amici, delle maestre, ecc.

    @arcobaleno-annarosa: un saluto anche a te!

    @fiodicactus: ho letto bene solo oggi…L'articolo è bellissimo, ma per quel che dice, non perché mi cita…

    @ilmaredentrome: e in effetti lo sono…possimao solo sperare che la situazione si risolva in fretta e questa famiglia ritrovi un briciolo di serenità.

    @ziacris: lo so, la rete tra malati e loro parenti esiste, tiene ed è fondamentale…Ma è sbagliato chiedere di più? Sono ancora tanto arrabbiata, vorrei che le mie figlie crescessero in una società in cui si fa quadrato intorno ai più deboli.

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