Samarcanda

Un altro post triste. Lo devo scrivere per forza perché sono giorni che me ne sto in silenzio, e non va bene. Capita, quando un lutto colpisce in maniera incomprensibile una persona che conosci, quando il cancro si porta via in breve tempo un uomo troppo giovane. E quando senti un grande silenzio avvolgere tutto, perché l'ombra della morte ovatta i discorsi, toglie la voglia di parlare.
In questi anni ho guardato la Nera Signora negli occhi ogni giorno. Ci penso ogni mattina appena sveglia, quando esco dal sonno, prima di bere il caffè e recuperare la lucidità. Subito dopo mi aggrappo alla vita e inizio le mie corse quotidiane. Non per sfuggire ai miei pensieri, certo, ma per non perdere ciò di cui ho ancora diritto. Tutto quello che amo, in sintesi.
Questa idea all'inizio mi terrorizzava, ma ora la considero parte della mia esistenza, anche se faccio sempre fatica ad accettare la sofferenza dei malati e il dolore dei familiari. Di questo non so se me ne farò mai una ragione, lo ammetto.
Il mio post triste finisce qui, mentre sorseggio il caffè. Questa mattina posso prendermela comoda, e lo farò.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in dal vecchio blog e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

16 risposte a Samarcanda

  1. ziacris ha detto:

    E non ci si abituerà mai al vedere persone morire di cancro e al dolore dei loro familiari e amic.
    tutte le volte è una mazzata, un pensiero egoistico che salta alla mente, un senso di colpa per esser ancora qui a raccontarla, un vuoto allo stomaco che toglie il respiro, una lacrima che scende silenziosa sul loro destino e sul nostro, un casino immane di emozioni che spingono per uscire, un casino grandissimo dal quale tutte le volte se ne esce con le ossa rotte.

  2. radiobeba ha detto:

    difficile realizzare che la morte è parte imprescindibile della vita, specie se improvvisa o prematura. c'è chi non lo realizza veramente mai, in fondo. 
    a mio parere è una consapevolezza triste, ma necessaria; per capire quando prendersela comoda e godersi il caffè, ad esempio.

  3. RominaFan ha detto:

    Tesoro,
    io mi rendo conto che ogni volta che qualcuno che conosco, anche se magari non si tratta di qualcuno con cui sono in confidenza, muore di cancro, una piccola parte di me si spegne.
    E come dice Cris, interviene anche uno strano senso di colpa, una sorta di "sindrome del sopravvissuto" e non posso fare a meno di chiedermi perchè lui si e io no.
    Ovviamente, non posso rispondere.
    Un abbraccio forte.

  4. utente anonimo ha detto:

    Quando un lutto ci colpisce………………Non puo' lasciarci indifferenti!! Accogliamo la tristezza che ne deriva e che ci ricorda che "l'ombra della signora nera", e' li' per tutti…..Accogliamo la nostra sofferenza e quella di chi ci sta vicino; da questa sofferenza , lentamente,  rinascera' la serenita' e la gioia di vivere!!!!         Un abbraccio da ARCOBALENO

  5. widepeak ha detto:

    come sempre, mi siedo lì vicino a te. passami un po' di caffè, per favore…

  6. emilystar ha detto:

    come capisco quello che scrivi. prima del cancro nn avevo mai pensato seriamente alla morte, anche se mi aveva toccato da vicino. credo che si viva col pensiero di essere immortali. poi quando ti dicono che hai un cancr maligno che se ne va a spasso nel tuo corpo ti senti improvvisamente un kamikaze imbottito di tritolo e tutto cambia.
    come "sento" quello che scrivi

  7. unmaredisorrisi ha detto:

    credo di capire come ti senti….una mia amica, oserei dire una sorella più piccola il cancro se l'è portata via …..ancora sento nelle orecchie le sue urla di dolore….aveva 40 anni …..troppo giovane per morire

  8. juliaset ha detto:

    @ziacris: un casino immane, questa è l'espressione

    @radiobeba: che piacere rivederti dalle mie parti. Confesso che ho riflettutto molto sulla morte da adolescente (come credo tanti), poi ho progressivamente smesso di pensarci, poi per forza di cose è divenuta un pensiero costante, anche se non fisso. E' qualcosa che in qualche modo arricchisce la vita, anche se onestamente la rende un tantino più pesante.

    @RominaFan: c'è anche quello, il senso di colpa senza motivo, mischiato alla sensazione di essere appesi a un filo, sempre, come se la nostra temporanea fortuna fosse una presa in giro. E' molto strano, ed è normale sentirsi fragili, confusi, e insieme assuefatti…
    Va be', OT…ti ho linkata!

    @arcobaleno: non ho mai negato questa ombra, anche nel momento in cui tutti mi suggerivano di non pensarci, come se evocerla in qualche modo potesse influenzare la mia sorte…Ora riesco a comprendere meglio la sofferenza altrui, e a volte ad essere di aiuto, nonostante la mia fragilità…Questo è uno dei pochi doni che ti fa la malattia.

    @widepeak: sei sempre la benvenuta, oggi ne ho fatto un thermos, cara…

    @emily: già, e quando arrivano le brutte notizie si passa dal "non posso crederci" al più pragmatico "ma come, ancora?". Però tu sei molto fresca…ti dico che con gli anni il sentimento cambia, e mentre diventa più profondo si smorza, fa meno paura. Un abbraccio!

    @unmaredisorrisi: mi spiace tanto…

  9. MiaSorriso ha detto:

    La morte non pesa se arriva lieve, al termine di una vita lunga, quando la stanchezza e la consapevolezza di aver percorso il proprio cammino portano ad accoglierla ed accettarla con serenità. Ma quando arriva a spezzare una strada ancora piena di possibilità e di destinazioni, è un macigno sul cuore. E non c'è verso di mandarla giù.
    Ti abbraccio.

  10. Fraleforever ha detto:

    Credo che il dolore ci renda consapevoli.
    E abbiamo diritto anche di essere tristi, credo.
    Ma le riflessioni sulla signora in black ci permettono di assaporare la vita.
    Bologna di notte, e una serata diversa.
    Se tutti noi facessimo un pensiero, uno solo al giorno, alla caducità del tutto, vivremmo meglio ciò che siamo e abbiamo.
    Grazie Julia.

  11. utente anonimo ha detto:

    che tristezza, tesoro. Non lo dire a me, che sono giorni di rinnovato dolore…ti abbraccio
    Giorgia

  12. camden ha detto:

    In fondo è come se fossimo una grande famiglia, tutti gli ammalati di cancro e come dice Romina, quando qualcuno muore si spegne un pezzetto di noi. E poi una volta di più (come se ce ne fosse bisogno) in quel momento realizziamo di nuovo che di cancro si può morire.
    Un abbraccio.

  13. emilystar ha detto:

    ahahah grazie x il fresca….!!!!

  14. juliaset ha detto:

    @tutti: un grazie di cuore, è bello sentirsi così capita anche quando ho tutta questa tendenza all'autocensura…

  15. RominaFan ha detto:

    Grazie per avermi linkata…io sto provando da giorni a linkare ma non ho ancora trovato il sistema. Ssssh, non mi dire come si fa, devo arrivarci da sola!!!

  16. juliaset ha detto:

    Confido nelle tue grandi potenzialità, ma non stressarti assolutamente…Trovo che tutta questa storia dei link sia sopravvalutata (soprattutto le menate riguardo la reciprocità), anche se a me piace avere la lista dei blog che leggo/frequento!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...