Post angoscioso e angosciante di cui mi pentirò subito

Nightmares: Falling

Questi sono stati giorni pieni di eventi importanti: abbiamo iscritto la Principessa Piccola alla scuola primaria, ho ritirato una bella pagella quadrimestrale della Principessa Grande, al lavoro ho concluso un progetto impegnativo, eccetera eccetera. Eppure, nonostante la serenità di fondo di questo momento, sto attraversando uno stato d’animo difficile, perché ho saputo che il mio oncologo va  lavorare in un’altra città (uso il tempo presente perché già da domani non sarà più operativo nel mio ospedale, tanto per intenderci).
Una decisione maturata da tempo, presumo, ma di cui sono venuta a conoscenza solo da poco. La cosa mi destabilizza perché viene a rompere un equilibrio che avevo raggiunto molto faticosamente dopo la PET della scorsa estate. La vivo come una beffa, perché avevo scelto di farmi seguire da lui, una presenza storica dell'ospedale, proprio per arginare la famosa sindrome di abbandono, tipica dei pazienti oncologici, che mi aveva colpita quando la mia prima oncologa, la dottoressa Occhineri, si era trasferita a sua volta. Ora mi ritrovo punto e a capo, e quel che mi fa più arrabbiare è che tutto ciò mi ricorda che sono, almeno in parte, in balia degli eventi, e nonostante i miei sforzi c’è sempre qualcosa che non riesco a prevedere.
In pratica adesso ho in mano le date di tutti gli esami di aprile-maggio e sono sostanzialmente fiduciosa, ma mi manca ancora la prenotazione della visita oncologica, e non so che fare. Seguire il dottore (che eserciterà sempre nella mia Regione, anche se non vicinissimo), oppure provare una strada nuova qui, nel mio sempre ottimo ospedale? Davvero non lo so. Faccio la lista dei pro e dei contro e continuo a non capire cosa è meglio per me, fatto che mi fa letteralmente uscire dai gangheri. E vorrei non dover pensare a queste cose a febbraio, quando in teoria ho ancora due mesi di tranquillità davanti prima di farmi strizzare, esplorare, irraggiare e ribaltare come un calzino dai controlli semestrali.
In più, vorrei non avere le paturnie in questo momento in cui ho altre mille cose da fare e soprattutto tanta voglia di farle.
E già che ci sono vorrei essere meno lamentosa, meno piagnona, meno fragile, cioè sostanzialmente meno schizzata e pronta a mordere il prossimo a vanvera.
infine, vorrei magari evitare di tenere comportamenti puerili – tipo rimandare all’infinito inventando scuse vergognose – quando si tratta di chiamare l’ospedale e prenotare.
Ma in tutto questo percorso verso la benedetta guarigione, tra sindromi varie, problemi reali e paturnie inutili, mi tocca pure di sopportarmi, e quindi questo sfogo finisce qui.

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24 risposte a Post angoscioso e angosciante di cui mi pentirò subito

  1. unmaredisorrisi ha detto:

    Purtroppo questa è una decisione che puoi e che devi prendere solo tu. Ma credo che tu sia a un punto tale che riuscirai a prendere la scelta giusta. Intanto ti auguro un BUON SAN VALENTINO!!!

  2. sullepunte ha detto:

    intanto un abbraccio, che ci vuole.
    e poi, forse sono inopportuna, ma chiedi consiglio a lui. se ha un nome di cui si fida nel tuo ospedale, che sa essere persona responsabile, a cui si sente di affidarti come paziente, allora magari cambiare, anche se non semplice, sara' piu' affrontabile.
    (e poi dell'angoscia ci pentiamo, ma negarla sempre non fa che lasciarla crescere. invece la mettiamo fuori, all'aria si raggrinzisce, e poi ce ne scordiamo.)

  3. utente anonimo ha detto:

    Julia

    Senti che bella canzone e non ci pensare, se puoi



  4. utente anonimo ha detto:

    Ciao Julia

    Dai non ci pensare …

    Ascolta questa bella canzone, se vuoi



     Paolo

  5. diggiu ha detto:

    Provo a dire la mia:
    1)-prenotare la visita nel tuo "ottimo ospedale" in cui il tuo medico avrà operato al meglio e del quale continueranno a seguire le direttive.
    2)-stare serena il più possibile in questo tempo che manca ancora al controllo.
    3)- se il o la sostituta non ti piace e non riesci ad entrarci in empatia, c'è il tuo medico nella nuova sede.
    Un abbraccio e complimenti per la bella pagella della Principessa grande.

  6. aleike ha detto:

    Per prima cosa sposo quel che dicono anche gli altri, ossia che queste decisioni sono squisitamente personali e che credo che, proprio perche' riguardanti cose importanti, a volte succede che…si fa finta di smettere di pensarci, e all'improvviso la decisione viene presa, inconsciamente, da quella parte di noi che lavora, sotto sotto, e, in qualche modo, sa gia', da subito.
    Pero'…cercando di immedesimarmi, penso che in fondo non dovrai andare dall'oncologo una volta a settimana, no?e allora se e' un po' distante la nuova sede, ma non IMPOSSIBILE DA RAGGIUNGERE, e distaccarti da lui ti fa star male (cosa che non deve accadere!!), perche' non contemplare l'ipotesi di proseguire le visite da lui? Per quelle volte che dovrai andare, farai dei chilometri, okay, ma forse li sopporterai bene piuttosto che continuare a farti seguire  da lui!

  7. cautelosa ha detto:

    E' più che normale provare un senso di incertezza di fronte al trasferimento del tuo oncologo di fiducia ed è normale trovarsi di fronte a dubbi amletici se 'seguirlo' o affidarsi ad uno nuovo….
    Ti auguro di trovare al più presto la decisione 'giusta' e per intanto, un saluto affettuoso.

  8. juliaset ha detto:

    @unmaredisorrisi: grazie cara, tanti cuoricini anche a te!

    @sullepunte: mi prendo subito l'abbraccio, per cominciare. Poi c'è da dire che è appena una settimana che lo so, e nel frattempo ho provato a cercarlo, ma non sono riuscita a parlargli direttamente (credo che in questi giorni risponda solo alle emergenze). Grazie per i consigli…li apprezzo molto, ne farò tesoro.

    @Paolo: :-))

    @diggiu: in effetti ho già identificato una dottoressa che mi era molto piaciuta durante un precedente controllo… però non ha la stessa esperienza del mio dottore, e questo purtroppo per me ha il suo peso. Mal che vada li vedrò tutti e due. Grazie per le tue belle parole, un bacio!

    @aleike: ciao! Ho fatto il tuo stesso ragionamento, la distanza è il meno, se consideriamo che teoricamente si tratta di due gite all'anno… Il problema piuttosto è legato al fatto che nel mio ospedale i dottori coinvolti nella cura e nella diagnosi oncologica lavorano spesso in staff, o meglio si confrontano tra loro in giorni stabiliti, condividendo tutti i dati, cosa che mi piace molto. Insomma ci sono tante cose da considerare…

  9. juliaset ha detto:

    @cautelosa: lo so che è normale, ma non mi piace come l'ho presa, in certi momenti mi prende male, è come se mi mancasse la terra sotto i piedi…Un saluto affettuoso anche a te!

  10. Pentapata ha detto:

    taxi !!!! presto segua quell'oncologo!!!!!!!!!!!!!

    seguilo, se ti piace, se ti fidi se c'è rapporto alla fine si tratta di una piccola trasferta, non è lontanissimo giusto?

    a presto, penta

  11. utente anonimo ha detto:

    Cara Julia,
    inanzitutto penso che tu abbia tutto il diritto di farti prendere dallo sconforto, di assumere atteggiamenti puerili, ed essere nervosa! Ma non abbatterti: "c'è sempre una soluzione.." ricordi? me l'hai insegnato tu!
    Per quanto riguarda l'oncologo, io seguirei quello che attualmente ti ha in cura, considerando che, sebbene sia più distante di dove ti visita adesso, non è un viaggio che (per fortuna) devi compiere tutti i giorni!
    Un grosso abbraccio
    Pisi

  12. widepeak ha detto:

    amore di casa, come ti capisco. L'altro giorno ho confessato a mr. clint che ho il terrore che prima o poi manderà tutti a quel paese e lascerà il mio adorato dh dove lavorano in 3 oncologi con non so quanti pazienti. e ahimé aumentano sempre. e ahimé la sanità del lazio è in mano ai delinquenti, si sa…
    ma cosa farei, nel caso?
    non lo so e capisco la tua ansia. e capisco anche la frustrazione che deriva dal dover entrare in ansia con tanto anticipo. ma facciamo che è così. e vediamolo così com'è. ti mette ansia, è vero. ma tu fai quella telefonata. andrà tutto bene. è così.
    E BASTA!
    😉

  13. utente anonimo ha detto:

    Intanto buongiorno e un abbraccio.
    Per molto meno, a me capita lo stesso, quando si deve lasciare la strada vecchia per la "nuova".
    Mille pro e mille contro.
    Dentro te stessa la risposta arriverà, ma intanto ……
    Posso solo dirti io cosa farei, con il mio metruzzo.
    Rimarrei nell'attuale ospedale, lo staff non è cosa da poco se poi lavora bene, ragion di più. Mi farei consigliare da lui un altro oncologo e poi mi terrei in stretto contatto con l'esimio che conosci da tempo.
    Proverei, ma so bene che anche le difficoltà relazionarie, le confidenze acquisite, insomma fanno il loro gioco. 
    Ciao
    4 p

  14. utente anonimo ha detto:

    Spero che tu riesca a scegliere la strada più giusta per te. E comunque sia che tu decida di seguire il tuo oncologo o al contrario di affidarti alle cure del tuo ospedale non dovrai avere rimpianti, ma guardare sempre avanti con fiducia. Dai, che sei, come ripeteva il mio prof di inglese per incitarci in vista di esami e prove decisive, gagliarda e tosta. 🙂
    mammasidiventa

  15. ziacris ha detto:

    La sindromedell'abbandono, ci affidiamo a queste persone che riescono sempre a tranquillizzarci e si instaura quasi una sindrome di Stoccolma ed è dura quando ci si vede e ci si sente  abbandonate, specialmente da una persona importante come l'oncologo.
    L'ho passata pure io questa paura, questa sindrome quando il mio è andato in pensione, giurando che l'avrei sempre seguito anche in capo al mondo, poi quando ho saputo il nome del successore, mi sono tranquillizzata e mi sono affidata a lui.
    Per me ha giocato molto a suo favore il rimanere agganciata alla struttura pubblica, nel caso che…metti caso che venga un bisogno improvviso, questo nuovo sono già pronta per l'ospedale, lui sa chi muovere in fretta…ecco questi sono i pensieri che mi feci allora e che mi hanno aiutata nella strada da seguire.
    Anche io vorrei essere meno lamentosa, ma a volte proprio sembra che tutto remi contro.
    Anche noi abbiamo già fatto la pre-iscrizione alla primaria per la Tata

  16. innoallavita ha detto:

    Io vado a Varese dall'oncologo, 2 ore di macchina tutte le volte, ma a Reggio è stato un disastro e mai e poi mai tornerei indietro.
    Se ti trovi bene con lui, non vedo il problema, anzi…

  17. latendarossa ha detto:

    Julia, se vuoi ti faccio conoscere un paio di persone che sono insopportabilmente lamentose, piagnone, e tutto il resto…ti renderai conto di quanto sia sbagliato applicare questi aggettivi a te. 
    Certo la tua è una scelta importante, noto che alcuni ti suggeriscono di seguire il medico che conosci e che ti conosce già, forse anche io farei così…

  18. camden ha detto:

    Anche io devo dire che proverei a vedere com'è la strada nuova, nessuno può dire in assoluto che sarà sbagliata.
    Certo, situazioni come questa sono un po' destabilizzanti.
    (E non parliamo di essere lamentosa, tu, ultimamente sul mio blog è un continuo!!)
    Forza, Julia, comunque un momento di esitazione davanti a un cambiamento in una cosa così importante è più che normale…

  19. juliaset ha detto:

    @Pentapata: taxiii…be', la distanza è tale che forse è meglio se prendo la Fiestina (o il trenino)!;-)

    @Pisi: eh, ma sai, tra il dire e il fare…Ti ringrazio, sei davvero molto cara!

    @wide: eh sì, e poi mi deve andare bene per forza…Sulle vicende sanitarie che fanno a da contorno alle nostre vite invece è meglio che non mi esprima, oggi sono parecchio polemica con il sistema! Un bacione!:-*

    @4P: ecco una voce fuori dal coro, e quel che dici è molto sensato, infatti ho tanti dubbi proprio per questo. Il mio iter è stato un po' particolare…dopo che la mia prima dottoressa si è trasferita, mi è capitato di fare i controlli ogni volta con un dottore diverso per circa un anno, ed erano tutti bravi e disponibili, anche se in caso di dubbi (e ce ne sono stati) andava a finire che facevano sempre riferimento al Grande Oncologo. E' per questo motivo che alla fine avevo scelto di andare direttamente da lui, avevo bisogno di più sicurezza. Ora pare che non sia stato ancora deciso un vero e proprio sostituto, quindi la scelta è difficile…

    @mammasidiventa: gagliarda e tosta mi garba! Lo so che tra poco mi assesto 8più che altro lo spero), ma adesso mi sento un po' lontana dal ritratto che mi fai…

    @ziacris: hai fotografato la situazione. Molto meglio pensare alle nostre tate che crescono, e tu inizia a prepararti al discorso compiti!:-)

    @innoallavita: è che sono molto legata all'ospedale, ai radiologi, ai chirurghi…e li ho visti sempre confrontarsi e lavorare insieme, quindi mi è difficile scinderli. Dopo tutti questi consigli mi sa che adotterò una soluzione mista, almeno per i primi tempi…

    @latendarossa: quando dico che mi sento piagnona non uso l'espressione a caso, in questi giorni ho pianto davvero! Mi sono anche sfogata dopo un periodo di compressione per via dei cambiamenti sul lavoro ed di varie cosucce che non andavano, però che lagna…non mi sopporto quando faccio così. Questo non vuol dire che sia una schifezza totale, lo so!;-)

    @camden: ecco, io non ti vedo mai lamentosa, per esempio, neanche ora… si vede che anche tu  sei esigente con te stessa da questo punto di vista! Passerà, ma che pizza.

  20. latendarossa ha detto:

    Ma sai, piangere è una cosa, essere piagnoni un'altra 🙂

  21. Notforever ha detto:

    ti capisco
    io dopo anni che facevo un'ora e mezza di strada per andare da "quella" ginecologa hod eciso che era ora di prendere coraggio e scegliere qualcuno più vicino
    ma non sai che fatica e la cosa non era minimamente importante come lo è la scelta di un oncologo
    passato il momento di sconforto sono sicura che sceglierai la strada migliore per te…e questi sfoghi servono anche per riflettere…

  22. innoallavita ha detto:

    Io faccio tutti gli esami a Reggio, dove conosco i radiologi e loro conoscono me (in effetti è utile), poi porto tutto il malloppo a Varese. Appunto, una soluzione mista.

  23. Fraleforever ha detto:

    A me sembra giusto ogni tanto andare un pò fuori no?!
    E chi non lo sarebbe al posto tuo: ti fidi di una persona che conosce il tuo corpo, con cui hai instaureato confidenza e fiducia e zac… questo parte e ….
    E' un abbandono!
    Quindi è giusto piangere e lamentarsi.

    Potresti iniziare un rapporto con una persona nuova…. come fosse una nuova opportunità… in un luogo conosciuto e sperimentato.

    Però credo che….
    occorre fare ciò che ci fa star meglio no?!
    Dipende dal carattere di ciascuno di noi.

  24. juliaset ha detto:

    @latendarossa: eh…

    @Notforeve: allora speriamo che mi serva a maturare!;-)

    @innoallavita: hai ragione, almeno per i primi tempi credo che farò così, intanto pensandola in questo modo in questi giorni ho trovato un altro punto di equilibrio, mi pare…insomma, non sono più in bilico come l'omino della foto!

    @Fraleforeve: grazie dell'incoraggiamento…è che le lacrime non mi piacciono molto, è come se mi vedessi dall'alto mentre piango, un delirio!

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