Rileggersi

A tutti quelli che hanno un blog capita di rileggersi, andando a ritroso nel tempo, e di vedersi, anche solo per un attimo, con gli occhi degli altri.
In questi giorni ho ripercorso un paio di volte il mio archivio, cercando di selezionare i passaggi più significativi, o comunque più condivisibili: è stata una terapeutica immersione nei ricordi, oltre che l'ennesima riscoperta della strada che ho tracciato, giorno per giorno, da tre anni a questa parte. Sì, perché questo è un cammino che conosco molto bene, ma ripercorrendolo scopro ogni volta un dettaglio che mi era sfuggito, o meglio avevo lasciato in sospeso tra le righe, più o meno consapevolmente.
Ne ho dedotto che sono una specie di Pollicino che semina briciole lungo la strada, un po' per sbadataggine e un po' perché ha bisogno di restare legato al passato. Ma soprattutto, quando rileggo i miei post, sento ancora tutta la spinta che mi ha portato a scriverli: mi rivedo davanti al computer, ansiosa di mettere nero su bianco le mie emozioni del momento, quasi isolata dalla realtà.
La differenza tra la scrittura immediata di un blog personale e quella delle proprie memorie per me è tutta qui, nell'ansia di scrivere per fare chiarezza, nel desiderio di fissare un ricordo per non correre il rischio di perderlo. In parallelo, mentre annoto il flusso dei miei pensieri o le riflessioni del momento, semino lungo i miei post tante diverse strade di briciole: un aiuto per me, che ho la necessità di fermarmi ogni tanto per rielaborare il passato, e forse anche per chi, per vari motivi, si trova a percorrere la mia stessa strada con altri occhi.

Pollicino e le briciole di luce

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9 risposte a Rileggersi

  1. unmaredisorrisi ha detto:

    Condivido in pieno ciò che hai scritto, è vero rileggersi anche per me è un'ottima medicina

  2. juliaset ha detto:

    In realtà è un post un po' confuso, scritto in fretta e senza badare molto alla forma…nella migliore delle tradizioni!:-)

  3. fiordicactus ha detto:

    Insomma, i post come le famose "madeleine" di Proust . . .

    In fondo è vero, se scriviamo un blog (o un diario o anche solo un libretto di appunti) non lo facciamo solo per tenere aggiornate le cronache della nostra (o altrui) vita, ma per fermare i pensieri e sentimenti che quella cronaca ha suscitato in noi. Che poi, rileggendoli, ci riportano alla memoria questi flash back di quello che è successo, di quello che abbiamo vissuto . . .

    Ccome a volte è utile parlare ad alta voce con se stessi, fa  bene (http://www.repubblica.it/scienze/2010/09/23/news/parlare_con_se_stessi_fa_bene-7351305/) . . . e a me è utile, mentre faccio spesa e ho dimenticato l'elenco delle cose da comprare, mi aiuta a ricordare. Così, mettere le proprie idee, nero su bianco, sul foglio elettronico del blog (meglio se d'impulso) ci è utile per vederle con altri occhi . . . e con i commenti, possiamo rimurginarci sopra, con l'aiuto di altre esperienze o di altre curiosità!

    Di primo mattino, non sono tanto chiara nemmeno io, forse era melio se avessi scritto "quoto"!

    Ma lo sai, sono una chiaccherona . . . adesso scappo, devo scrivere un post "importante"!

    Ciao; R

  4. ziacris ha detto:

    E' un lavoro duro quello di questi giorni, io rivivo tutta l'angoscia di quei momenti, le stesse sensazioni di paura e di sconforto, e spero proprio che possano servire a qualcun'altro che sta intraprendendo questo percorso per viverlo con meno apprenzione e un po' più serenamente, spero che non ripetano i miei stessi errori.

  5. camden ha detto:

    Mi piace proprio questo post che hai scritto, è vero rileggendo i post si ritrovano anche le emozioni di quel momento che ci hanno spinte a scrivere di getto quello che forse ci opprimeva.
    Così, parafrasando Giorgia, abbiamo ognuna un magazzino dell'anima. E secondo me è una ricchezza in più.

  6. Fraleforever ha detto:

    Ciao Pollicina!

    Eh.. se uno sapesse dove porta la strada….

    La foto del cammino è bellissima!

  7. latendarossa ha detto:

    A me capitava in passato di rileggermi…ultimamente lo faccio un po' meno, ma solo perché ho un rapporto un po' diverso col mio blog (che trascuro, e me ne dolgo). però è volte si è cristallizzato nei post una parte di sé, che nel bene o nel male, mi appartiene…

  8. innoallavita ha detto:

    Sarà anche un post confuso, ma io lo sottoscrivo in pieno. Mi dicesti, quando iniziai a scrivere, che la blogterapia mi sarebbe servita: quanto avevi e hai ragione. Ci serve a sfogarci, capirci, condividere, esorcizzare le nostre legittime paure. Abbiamo iniziato una grande avventura!

  9. juliaset ha detto:

    @fiordicactus: cosa vuoi che sia borbottare un po' da soli…;-)

    @ziacris: già, è una bella autoanalisi, ma ne vale la pena

    @camden: hai fatto bene a citare il "motto" di Giorgia, il concetto è quello!

    @Fraleforever: ma grazie! La foto non è mia, l'ho presa da Flickr: cercavo Pollicino, e invece…

    @latendarossa: trascurare il blog, in alcuni periodi, è quasi fisiologico…

    @innoallavita: brava!:-))

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