Un libro che parla di noi

Oggi avevo intenzione di parlare delle mie Amiche, le donne incontrate nella blogosfera e nel mondo reale e che vivono in prima persona una storia di malattia, o anche solo di prevenzione. Di fronte al foglio bianco però mi sono trovata in difficoltà, perché le cose da dire in questo momento sono troppe e non possono essere sintetizzate in un semplice post, quindi ho deciso di parlarvi di un libro che ho letto qualche tempo fa, e che mi è rimasto nel cuore: “Il conto delle minne” di Giuseppina Torregrossa.
Questo libro cercava di sedurmi da molto tempo: alcuni mesi fa mi era stato suggerito dalla commessa di una libreria, poi lo avevo ritrovato più volte nelle proposte della biblioteca, ma non mi ero mai decisa a prenderlo. Confesso che la trama, e soprattutto la copertina, con sopra raffigurati quei dolcetti così sfacciatamente simili al seno femminile, mi avevano tenuta alla larga, facendomi preferire letture diverse. Poi, un giorno, non so bene perché, l’ho portato a casa senza pensarci troppo, insieme ad altri libri presi in prestito per me e le mie bambine, decisa a dargli almeno una possibilità. Non me ne sono pentita: è un bel romanzo, una grande storia familiare al femminile che si svolge in Sicilia nell’arco di diverse generazioni, e che ha come filo conduttore il rapporto tra le donne e il loro seno (e in secondo luogo la condizione femminile). Il libro parla di seno in tutti i suoi aspetti: scopo primario, significato, fisicità, sessualità, malattia. Sì, perché il romanzo racconta anche diverse storie di cancro al seno, in una maniera piuttosto dettagliata e precisa (l’autrice è una ginecologa), e senza trascurare i risvolti psicologici della malattia, anzi, scavando a fondo, con cognizione di causa e in maniera a tratti provocatoria. Alcuni passaggi spregiudicati, non completamente in linea con il resto della narrazione, mi hanno addirittura convinta che questo libro abbia diversi livelli di lettura, e possa essere completamente capito solo da una persona che ha vissuto in maniera diretta la malattia. Perché "Il conto delle minne" è un canto d’amore nei confronti del seno delle donne, delicato ma anche spietato nel mettere in evidenza la debolezza e la grandezza di quell'organo straordinario che la natura ha messo vicino al nostro cuore. E' un racconto da innamorata, in cui c'è ogni tipo di contraddizione: parla di sensualità, bellezza, solidarietà, ragione, follia, passione, amore materno, insomma affronta tutte le declinazioni e le sfumature del nostro meraviglioso mondo femminile.
Ecco il motivo per cui io, a mia volta, non posso fare a meno di amare questo libro.

More about Il conto delle minne

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in dal vecchio blog e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

14 risposte a Un libro che parla di noi

  1. ziacris ha detto:

    Mi ha sempre fatto un po' paura e l'ho sempre tenuto a distanza, per il momento non sono ancora pronta, ma chissà, forse, fra un apio di mesi, mai dire mai

  2. innoallavita ha detto:

    Lo cerco. E lo leggo.

  3. camden ha detto:

    Sinceramente anche a me non piaceva la copertina e non mi interessava granché, però da come lo hai raccontato, riesco ora a vederlo sotto un'altra luce…

  4. delphine56 ha detto:

    Lo cercherò in biblioteca, mi incuriosisce molto. Anche a me non piace la copertina, ma è meglio, come sempre, guardare oltre l'involucro.

  5. juliaset ha detto:

    @ziacris: chissà se lo sa, la Torregrossa, che quella bella copertina spaventa un po' le amazzoni…@innoallavita: e poi mi dici se ti è piaciuto, sono curiosa di sentire altri pareri@camden: così su due piedi non riesco a capire se potrebbe piacerti o no…per me in generale è un bel libro, ma ho visto che a qualcuno non è piaciuta l'ultima parte, quella che io ho definito "provocatoria".@delphine: saggia come sempre!:-*

  6. utente anonimo ha detto:

    Cara Julia, ti seguo in silenzio da quando ,circa un anno e mezzo fa scoprii, tramite il blog di Mitì, il tuo bellissimo blog. Da allora ti leggo ogni giorno, e le tue parole, giorno dopo giorno, mi hanno fatto sorridere, fatto commuovere, fatto divertire, fatto tenerezza…Non ho vissuto direttamente o indirettamente la tua esperienza, ma nel momento in cui ho scoperto il tuo blog stavo vivendo davvero un brutto periodo, e le tue parole mi hanno davvero dato tanto coraggio e tanta forza…Pensa che su un post-it di quelli "virtuali" sul mio desktop ho scritto una tua frase, una frase che hai scritto in un post del 29 aprile 2009: "..Un'ultima cosa, c'è sempre una soluzione.." non sai quante volte me la sono ripetuta come un mantra per non farmi prendere dal panico!Comunque, ho deciso di scriverti oggi perchè quel libro l'ho letto anch'io quest'estate e me ne sono perdutamente innamorata e credo che il fatto che tu ne abbia parlato fosse un segno, so che può sembrare una sciocchezza… ma quando ho letto questo post ho pensato che non potevo non farti sapere quanto anch'io ho amato questo libro…Grazie per quello che le tue parole, senza che tu lo sappia, hanno fatto per me!Pisi

  7. ElisinoB ha detto:

    È vero, alcuni libri intimoriscono, forse per la copertina, forse perché in un certo senso ci riguardano. Ma nel momento in cui si trova il coraggio di affrontarli, ci aprono un mondo che spesso condividiamo anche noi.Mi appunto il titolo!P.S: Bellissimo il commento di Pisi

  8. Rogluk1 ha detto:

    Lo consiglio a chi sai tu

  9. juliaset ha detto:

    @Pisi: è un commento così bello che mi ha lasciata commossa (potrei quasi dire devastata dalla commozione) e…senza parole! Grazie di cuore, cara Pisi!@ElisinoB: in generale con i  film o i libri in cui si affronta questo argomento parto sempre un po' prevenuta, perché so che quando si decide di parlarne rivolgendosi al grande pubblico spesso si usano luoghi comuni, sorvolando su diversi aspetti importanti…In questo caso la cosa che mi ha maggiormente intrigata è stato immaginare il processo di scrittura: sembra un libro scritto in più riprese, ed è come se l'autrice avesse fatto un suo percorso interiore di elaborazione (cosa più che probabile, essendo una ginecologa). Credo che anche certi passaggi particolarmente crudi e un tantino esagerati, scritti in maniera più sciatta rispetto al resto del libro, siano il frutto di una interiorizzazione delle testimonianze osservate e raccolte da questa donna medico nel corso della sua carriera…Magari mi sbaglio, quasi quasi un giorno di questi le scrivo e glielo chiedo!@Rogluk1: vediamo che ne dice…ma se non ha voglia di leggerlo va bene lo stesso!

  10. AdamsRib ha detto:

    Anch'io vi giro intorno da un po'… per ora ho solo letto pareri positivi e da fonti attendibili come la tua! Presto lo leggerò! Buona nuova settimana!

  11. utente anonimo ha detto:

    mmh, hai fatto venire voglia di leggerlo anche a me!!! :)baci, vocetta

  12. juliaset ha detto:

    @adamsrib: io invece avevo raccolto opinioni discordanti (soprattutto su aNobii), e non so dirti esattamente cosa ne avrei pensato se non avessi fatto un'esperienza diretta di cancro al seno…Be', aspetto la tua recensione!:-)@vocetta: eheheh, prima devi recensirmi l'altro libro che ti ho suggerito!;-)

  13. AstaccatoL ha detto:

    L'ho sempre evitato anch'io proprio per la copertina che non mi piaceva/piace affatto!Lo so che i libri non andrebbero scelti con questo criterio, ma tant'è.Adesso però lo metto nella mia wishlist su ibs!Grazie per il consiglio!

  14. juliaset ha detto:

    Non vedo l'ora di sapere cosa ne pensi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...