Bene, con riserva

Oggi mi sono arrivati gli esiti…sono andati benino, nel senso che non c'è nulla di sballato, ma come al solito è meglio tenere alcuni valori sotto controllo. Dopo un paio di telefonate di rassicurazione aspetto fiduciosa la visita con l'oncologo per stabilire il prossimo programma. Ancora una volta, superato il primo momento di giramento di scatole, in qualche modo ho recuperato la serenità. Parliamoci chiaro: io temo solo una ripresa della malattia (come è logico, anche se nel caso non perderei le speranze), e quindi tutto il resto, pur degno di approfondimento, non mi spaventa più di tanto. Perché la realtà è che il cancro -prima- e le terapie -dopo- danno una bella mazzata a tutto l'organismo, tralasciando per un attimo il discorso dell'equilibrio psichico. Noi tapini (leggi pazienti oncologici) magari salviamo la pellaccia con grande fatica, ma diventiamo nel complesso più delicati, ci portiamo dietro un bastimento di effetti collaterali, e mentre siamo impegnati a guarire invecchiamo esattamente come tutte le persone normali. Detta così sembra una vita grama, ma non lo è affatto, se si va avanti e si riesce a prenderci la misura. In realtà l'unica differenza che ci rende alieni in mezzo al mondo e che noi siamo costretti a monitorarci di continuo, e perdiamo quella beata ignoranza che contraddistingue, senza offesa, i comuni mortali.
Insomma, sono stanca di essere ribaltata come un calzino, di chiedermi ogni tot mesi come sono messi l'utero, le ovaie, i polmoni, il fegato, i reni e tutta una serie di organi interni di cui fino a poco tempo fa facevo fatica ad indicare la posizione precisa. Ma mi tocca, punto, e sotto  un certo aspetto è anche un enorme vantaggio, una specie di benefit non richiesto. Fortunatamente, anche grazie alla blogterapia, ho acquisito una certa esperienza in materia, per cui di fronte agli scrupoli dei dottori non mi squasso più di tanto. La mia anamnesi è troppo pesante per prendere le cose alla leggera, questo lo so, quindi devo avere fiducia e basta. Io non posso liquidare un piccolo segnale con un "vedrai che non sarà nulla", devo andare sempre a fondo. Nel frattempo ho imparato a esternare le mie preoccupazioni. Insomma, piano piano sto smettendo di covare in silenzio le mie paturnie allo scopo di proteggere gli altri da me stessa, anche perché tutto sommato non credo di essere così pesante, in giro c'è di peggio.
Non sono pessimista (il contrario), non sono depressa (il contrario), non sono neanche più arrabbiata (quasi il contrario), però sono stufa, questa è la verità. E stufa è un eufemismo, credetemi.

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22 risposte a Bene, con riserva

  1. affabile ha detto:

    Beh mi prendo l'onore di commentare per prima.E' banale dire che il tuo post è pieno di saggezza consapevolezza ecc ecc però c'è quella chiusura…"sono stufa" che poi è quello che conta. In questo io che in qualche modo ti sono amica seppure così lontana ti sono vicina. Sì giuste tutte le tue riflessioni ma giusto anche che vorresti sentirti guarita al 100% senza alcun valore da controllare. S

  2. affabile ha detto:

    (partito per sbaglio)Dicevo non c'è molto da dire al riguardo se non che ti capisco, o perlomeno provo a capirti, a partire dalla mia esperienza che non è certo la tua e che l'unica cosa che posso fare, seguirti con affetto sul tuo blog continuerò a farla con piacere.Un abbraccio!

  3. ziacris ha detto:

    Non c'è pace fra gli ulivi, qui ogni tot di mesi qualcosa si sballa e si ricomincia da capo, ma questa volta sitiene tutto dentro, si fa finta di niete, si prova con l'indifferenza, vuoi mai vedere che, se faccio finta di niente, tutto torna a posto?

  4. juliaset ha detto:

    @affabile: quello che so è che anche questa volta i controlli saranno lunghi, con uno probabile strascico di dubbi,  e se va tutto bene tra sei mesi saremo di nuovo da capo, ma con ulteriore tempo trascorso, il che è un vantaggio. Insomma, devo stargli addosso, non posso abbassare ancora la guardia. Il problema è riuscire a condurre una vita serena rinunciando a quel 100% che dici tu…Apprezzo tantissimo la tua vicinanza!:-*@ziacris: non so, prova, ogni tanto fa bene cambiare…Io non sono del tutto tranquilla, però sono serena, quindi ne deduco che finalmente ho trovato un modo per affrontare questo genere di stress, per quello che posso fare…e se devo sfogarmi un attimo, anche platealmente, me lo concedo senza troppi sensi di colpa.

  5. utente anonimo ha detto:

    Mai post fu tanto realistico… Mabi

  6. utente anonimo ha detto:

    Allora…mai avuto cancro…ma so cosa intendi per mesi e mesi di dubbi..rimandati ai prossimi dubbi….parli con una che ha tutte tutte tutte le analisi sballate da circa 30 anni…ogni tanto il colesterolo si sistema ma la prolattina si impalla…la pressione si fa stellare ma il ginocchio non gonfia piu'….Respiro profondo Julia e…..avanti tutta….se dobbiamo arrivare a 90 anni sara' salita,credo.Parole di mia nonna,morta in salute a 95 anni.Con tanto affettoPat

  7. unmaredisorrisi ha detto:

    Brava Julia…hai detto due cose giuste…cercare di essere sereni e non abbassare mai la guardia, ma sei una ragazza in gamba e credo che ormai il grosso è superato poi devo anche darti ragione di essere STUFA…spesso lo dico anch'io anzi alle volte lo urlo…e dopo sembra che mi senta meglio….

  8. baiaturchese61 ha detto:

    Nella condizione che hai descritto ci troviamo tutti noi (ex) malati di cancro.Compresa la stanchezza di tutto ciò. Quel bel nodino che ti prende lo stomaco ogni volta che vedi un sopracciglio dei medici più inarcato del solito, che un valore si muove dalla parte sbagliata, che un "approfondimento" viene richiesto. Moriremo a novant'anni, cara Julia, ma ogni tanto abbiamo il diritto di dire: CHE PALLE!!! Milva

  9. utente anonimo ha detto:

    Mi fa piacere sentire che negli esiti dei tuoi esami non ci sia niente di sballato. Da tenere tutto sotto controllo, ok.Con questo tuo post ne ho avuto la conferma.E' da qualche giorno, (non so definire quanto) che ti sento, ti leggo, realmente diversa. Come dire più "serena", nonostante l'umore non tenga per così dire e potrebbe sembrare il contrario, ma è come se tu ti fossi allegerita, ma non so ben di cosa.Forse, il fatto di non "covare",ma  di esternare le tue preoccupazioni, ti offre un' altra possibilità di essere al centro della tua vita con maggiore consapevolezza. Ci sei e ci sarai per tantissimo-issimo tempo, le paturnie e gli sfoghi che ne derivano, penso possano farci capire e conoscere di più da chi ci circonda. Diventa uno sforzo immane per chi non vive in empatia tutto ciò, perchè non dare la possibilità a chi ci vuole bene di camminare insieme a noi. Chiaramente di dire sempre con massima libertà quello che ognuno pensa.Aggiungo che non sei assolutissimamente pesante, c'è veramente di peggio, come dici tu. Ho fatto un bel casottone, volevo dirti semplicemente quello che pensavo, giusto, sbagliato, fa niente l'importante è dirsi le cose.Un caro saluto4p 

  10. juliaset ha detto:

    @Mabi: eh, sai di che parlo…@Pat: grazie…in verità io mi accontento anche di qualche anno in meno, però spero ardentemente di non rimbambire prima, almeno quello!@unmaredisorrisi: qualche urlo scappa anche a me, ad essere sinceri…@baiaturchese61: il famoso sopracciglio inarcato…ma guarda, da quando faccio i controlli non è mai successo che mi dicessero "è tutto perfetto, ma tu cosa sei venuta a fare qui?". Anche questa volta sono sottigliezze, eppure tutti questi puntini di sospensione le fanno veramente girare, alla lunga. Io poi non mi vorrei lamentare mai, anche perché sono ben consapevole che quando la situazione prende veramente una brutta piega non ci sono sopraccigli inarcati e hai davvero poco tempo per pensare, ma se mi tengo dentro tutto qui va a finire malissimo, scoppio in maniera eclatante. Meglio sfogarsi, via.@4P: hai ragione, nel giro di pochi giorni ho scritto tre post molto simili tra loro, che a parte il racconto delle mie vicende trattano soprattutto di una specie di "liberazione" interiore…In realtà ho semplicemente cambiato atteggiamento nei confronti degli ospedali, dei medici, di tutto ciò che gravita attorno a questo mondo. La zavorra di cui parli è una parte di me che mi è stata utile fine a un certo punto di questo percorso, ma ora mi intralcia. So che sono un po' oscura, ma ci sto riflettendo sopra a più livelli, e sicuramente ne parlerò ancora. Per il resto mi stavo autocensurando per una serie di motivi più o meno importanti, ma per il mio bene è meglio che almeno nel blog continui a sfogarmi…

  11. utente anonimo ha detto:

    Come hai ragione Julia, la distanza dagli altri…il dover sempre andare a fondo anche su un esame che prima avremo bellamente ignorato, il diventare esperti/quasi medici di certo sciamani  la paura e la forza che questo tipo di vita ci da, hai ragione su tutto ma sopratutto sulla stratosferica rottura di palle che tutto questo comporta! Scusa, ho tradotto il tuo eufemismo…un abbraccio. C. (perdix sloggata)

  12. tittidiruolo ha detto:

    Sei stufa e chi non lo sarebbe..questo è già un esito che porta alla normalità…Noi tapini abbiamo una marcia in più: riconosciamo il valore di tutto.. e non sbagliamo.Certo , ne paghiamo il prezzo.Ah dimenticavo, le analisi perfette oggi, non è detto che lo siano domani. Tutto è relativo. Tutto è possibilità. Meglio non dimenticarlo mai , soprattutto chi le ha sempre perfette e non si controlla mai.Credo che davvero l'universo sia DOMINATO dalla fisica quantica..(scherzo ovviamente)

  13. widepeak ha detto:

    come spesso succede, in questo post hai detto un buon 89% di quello che penso spesso e volentieri…comunque bene, bene, bene per questi risultati, brava ad aver resistito alla "noia da ospedale" e aver fatto gli esami in più.un abbraccio

  14. utente anonimo ha detto:

    Ciao JuliaNon sei pesante…Paolo

  15. Notforever ha detto:

    a parte i controlli ciclici che anche io devo fare mi sono ritrovata molto più esposta a una serie di "rogne" che prima non avrei avutoe mi dicono pure "ma non sei stanca di andare sempre dal medico?"come se avessi un'alternativa…

  16. juliaset ha detto:

    @widepeake: e che osa facciamo con quell'11%, lo monitoriamo o no?;-)@Paolo: grazie, la mia bilancia interiore a volte non la pensa così…@Notforever: hai ragione, non c'è alternativa, però ultimamente mi sento un po' più libera mentalmente, almeno quello.

  17. camden ha detto:

    Insomma sì, l'ho pensato spesso anche io, alla fine passiamo dalla parte dei "privilegiati", nel senso che siamo talmente controllate che di sicuro se c'è qualcosa non si trova tardi, anzi.Fai bene ad approfondire, ad indagare se c'è qualcosa di strano.Ma io sono certa che andrai a fondo, ma poi davvero non sarà nulla di preoccupante. Però si può stare tranquilli solo quando si è davvero indagato…Un grande abbraccio

  18. Rogluk1 ha detto:

    Ti capisco "di rimbalzo" quello che incomincio a non capire sono le persone intorno a noi che pensano che la cosa sia "finita lì". Anche il "dopo" è pesante.

  19. giorgi ha detto:

    Capisco, capisco. Mi dovrei godere questo primo intervallo abbastanza lungo senza controlli (6 mesi, se ne riparla a luglio), ma come sai ho ricominciato a frequentare molto assiduamente gli ospedali, come accompagnatrice esperta… Quello che posso consigliarti è di convincerti che la riserva è una promozione non a pieni voti, ma quasi. Non vorrai fare la secchiona, no? Baci

  20. PieroPa ha detto:

    posso aggiungere "sono forte"? Perchè è la verità, giovane signora.

  21. sullepunte ha detto:

    che bisogna sempre diventare più forti, di forze diverse che un tempo pensavamo di non dover mai sfoderare, nemmeno sapevamo che esistessero, certi tipi di forza. evolvi nel tuo percorso, ed è sempre vero che è più difficile guardare e dire quel che si prova, rispettare i brividi nuovi che impariamo a sostenere.

  22. juliaset ha detto:

    @camden: purtroppo vado a fasi alterne, oggi scapperei a gambe levate da ogni tipo di accertamento. Ma lo farò…@Rogluk1: a livello psicologico per certe cose lo è di più, perché mentre sei nel pieno della lotta saltano fuori energie mentali inaspettate, e dopo rimani svuotato. Comunque se si va avanti è fattibile, diciamo così.@giorgi: sei diventata una caregiver, cara Giorgia, un compito difficilissimo per chi ha sofferto come noi. Se ho capito qualcosa di te, so che stai infondendo tanta fiducia e un grande esempio in chi ti sta accanto…Per quel che mi riguarda farò tesoro delle tue parole!@PieroPa: :-))@sullepunte: brividi nuovi…non l'avevo vista in questi termini, ma ci hai preso. E' cambiato il tipo di brivido, sì.

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