Fiction domestica

In casa nostra la TV cosiddetta in chiaro potrebbe tranquillamente essere un optional, visto che la usiamo soprattutto per vedere film in DVD oppure cartoni animati con il digitale terrestre. Ma non voglio tediarvi con le nostre preferenze auditel, ci mancherebbe. Anche perchè, nonostante la nostra generale avversione/indifferenza, registriamo la presenza di uno zoccolo duro della famiglia – da individuarsi per la precisione nella persona della Principessa Piccola più qualche membro senior – che dimostra uno spiccato interesse nei confronti di questo mezzo tecnologico. Tanto quanto la mammina lo manifesta verso il computer, per intenderci. La mia bimba apprezza la TV a livello istintivo, oserei dire innato, di pancia. In pratica, le rare volte in cui ci sintonizziamo su un programma “per la famiglia”, lei si appallottola accanto a me, concentratissima, e segue la trama sottoponendomi ad una sfiancante raffica di interrogativi.
Ma chi cucina in quella casa?
Ma cosa stanno preparando?
Ma quei due sono fratelli?
Ma lui è lo zio?
E dov’è la sua mamma?
Ma perché lei è innamorata di lui?
Ma si baciano?
Ma perché si baciano?
Ma come mai lui se ne è andato via e poi adesso ritorna?
Ma la nonna vive con loro?
Ma che lavoro fanno quei signori?

Eccetera.
Insomma, guardare la tele con la mia delfina è un’esperienza educativa di grande interesse. Attraverso il suo sguardo innocente, stupito e bisognoso di chiarimenti, la visione di una fiction può rivelarsi un processo incredibilmente istruttivo, addirittura coinvolgente e non privo di perplessità logiche che stimolano alla riflessione. Per noi adulti è senz’altro un ottimo modo per ricominciare ad apprendere e a rimetterci in gioco, con e grazie ai nostri figli. E vale anche per una puntata dei Cesaroni, perché no.

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6 risposte a Fiction domestica

  1. PieroPa ha detto:

    Formidabili quegli interrogativi (anche se possono essere indubbiamente stressanti per uma mamma…), mi pare che dimostrino che non accetta passivamente quello che sbuca dal “tubo catodico” (sempre che non abbiate una super tv al plasma…), ma vuole capire e ragionarsi sopra. Sarebbe un bel esercizio che dovrebbero fare anche tanti adulti… finirebbero col capire “realmente” quello che stanno guardando.
    Mamma davvero fortunata, cara Julia.

  2. ziacris ha detto:

    Ma non finisce mia la fase dei perchè e dei percome?

  3. juliaset ha detto:

    @PieroPa: fortunata, sì, peccato che non riesca a capire un accidente di quel che vedo..Scherzo, diciamo che la ragazza ha molto spirito critico, e questa è una bella cosa.

    @ziacris: mai!;-)

  4. utente anonimo ha detto:

    Ciao
    Julia 😀
    una serena estate

    da Paolo

  5. fiordicactus ha detto:

    Che ha ragione, la Pricipessa Piccola, certe trame meritano una spiegazione logica, altrimenti la mente si perde e sembra sempre di vedere LOST(che sfortuna vuole, sia pure ricominciato!!!!!!!!!!!).

    A volte, anch’io per capire quello che sto vedendo (LOST, lo guardo, ma non lo indago), chiedo lumi . . . chiamo la FigliaPiccola. 😉

    Ciao, R

  6. juliaset ha detto:

    @Paolo: grazie, anche a te!

    @fiore: Lost come I Cesaroni…un paragone azzardato, però se lo dici tu…;-)

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