Blog-addicted

Una piccola riflessione, visto che sono tornata alla normalità lavorativa e la mia testolina si sta pian piano riempiendo di contenuti meno vacanzieri. Come avete notato, sono rimasta blog-addicted per tutte le ferie. Il tempo a disposizione per collegarmi alla rete in effetti era pochino (e anche la location, visto che ero in piazza sotto gli occhi di tutti, e  per me la privacy resta un bene fondamentale, anche se a volte non si direbbe). Bene, il mio tempo-internet è stato impiegato in questo ordine:

  1. controllo delle mail di lavoro e/o personali
  2. aggiornamento del blog con le mie riflessioni quotidiane più o meno serie
  3. altro.

In poche parole, ho latitato dai social network, primo tra tutti Facebook, ma non ho saputo fare a meno del blog. Questo la dice lunga sulle mie dipendenze affettive internettiane. Insomma, amo di più frequentare la blogosfera, questo "luogo" dove posso indossare una maschera per essere meglio me stessa, che non incontrare le solite faccette note (che pure apprezzo, sia chiaro) in un ambiente virtuale. Non so se l’aver raggiunto questa consapevolezza rappresenti un passo avanti o uno indietro, in questo tortuoso tragitto verso la ricerca di una vita normale (o meglio verso la felicità, visto che questo è l’obiettivo principale del mio blog). Probabilmente preferisco restare in questo mondo fatto di monologhi interiori che a volte si intrecciano, piuttosto che socializzare a tutti i costi. Non c’è molto da stupirsi, visto che anche nella vita reale agisco così, e non sono certamente mai stata una gran chiacchierona. Insomma, preferisco raccontarmi ed ascoltare gli sfoghi altrui piuttosto che scambiare una gran quantità di informazioni. A volte leggo le opinioni degli altri in silenzio, ci penso su, le interiorizzo; altre volte commento, partecipo, mi dilungo; nella maggior parte dei casi, quando si rimane in un ambito di civile espressione delle proprie idee, mi piace leggere anche chi la pensa diversamente da me. L’anno scorso mi vergognavo un po’ di questa dipendenza, mentre quest’anno ho accettato che c’è, che fa parte di me e del mio modo di essere, e che probabilmente continuerò ad imbrattare la rete con le mie rifelssioni finche ci riuscirò. Per questo, anche se per mia scelta personale qui non parlo di politica o altri argomenti "scomodi" (be’, a parte il cancro, che non è certo l’argomento più rilassante del mondo, ma avete certamente capito cosa intendo), domani starò in silenzio.
Lo farò per sottolineare quanto ci tengo a difendere la libertà di espressione in tutte le sue declinazioni, e per ribadire ancora una volta l’amore che provo per questo mio piccolo spazio virtuale.

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18 risposte a Blog-addicted

  1. Strato2006 ha detto:

    Mah… io vado a periodi… certo che la blogosfera è una piacevole compagnia!

  2. RW2punto0 ha detto:

    Prima di tutto bentornata! Secondariamente grazie per partecipare anche tu a questa iniziativa dello sciopero del silenzio, volta a protestare contro chi sta cercando di limitare e condizionare questa nostra libertà d’espressione.

  3. latendarossa ha detto:

    Che poi, paradosso dei paradossi, io – ma ho il sospetto di non essere il solo – socializzo poco o nulla sui social netuorcsss. Sarà perchè fin da subito non ho flirtato con Fb, mentre continuo a stare molto più, in termini di tempo e di impegno, sul blog. E a divertirmi. Condivido (e per lo sciopero, ad essere sincero, non ho ancora deciso che fare).

  4. widepeak ha detto:

    ah bene, vedi questa non la sapevo, ora mi informo anche io, bacio e bentornata!

  5. juliaset ha detto:

    @Strato2006: per me, seppure tra alti e bassi, è sempre un rifugio…

    @RW2punto0: grazie! In realtà non sono preoccupatissima, perchè credo che la libertà di espressione sul web sia ormai un fenomeno incontenibile, in qualche modo, ma credo sia comunque il caso di “non far sentire” la nostra voce.

    @latendarossa: ne abbiamo parlato, infatti…io credo di aver capito ormai come lo devo usare, FB, il problema è che ormai ce ne sono davvero tanti, di social netuorcss, e il tempo è sempre pochino…

    @widepeak: già, sono tornata molto agguerrita, anche se profondamente depressa perchè mi manca il Villaggio Felice! Anche tu sei diventata un po’ blog-addicted, mi sa…;-)

  6. utente anonimo ha detto:

    ….anche io non amo i social network, e l’idea di essere dipendente da qualcosa mi disturba, sia pure fosse soltanto un blog.

    Mr.Loto

  7. fiordicactus ha detto:

    Allora, ti lascio un saluto oggi, anche se io di solito, passo sempre due volte . . . così domani, silenzio! Che poi, un giorno senza post o commenti, ci si soppravvive! Se poi è per una giusta causa!;-)
    Ciao, R

  8. utente anonimo ha detto:

    ti invidio o forse no, non ho ancora deciso…io la mia blog-dipendenza non l’ho ancora accettata e mi proibisco di prendermi un mini-portatile per essere sempre connessa…ma per quanto ancora riuscirò a resistere, questa è una bella domanda…
    bentornata 🙂

  9. juliaset ha detto:

    @Mr.Loto: be’ è una dipendenza piuttosto “soft”, nel senso che non trascuro la famiglia o il lavoro per il blog e per postare non mi privo di nulla di fondamentale …diciamo che ho eliminato la tv! Ciao, a presto.

    @fiordicactus: vediamo se ci riesco, eh…ma passerò lo stesso qua e là, ho tanti arretrati di lettura da recuperare (però lo farò in silenzio)!

    @Sissi: perchè sei una blogger giovane, non hai ancora superato il punto di non ritorno. Allora, l’anno scorso, cioè proprio al culmine del mio primo anno di blogterapia, questa storia della dipendenza mi turbava abbastanza, e destava qualche perplessità anche nella mia famiglia, onestamente. Ci avevo anche scherzato su, paragonando il mio soggiorno al mare a un ricovero in rehab…Quel pietoso tentativo di disintossicazione è durato esattamente cinque giorni, passati i quali ho avuto una illuminazione ed ho capito che lottare contro la dipendenza dalle cose che mi fanno stare bene è proprio l’ultimo dei miei problemi! Un mini portatile mi piacerebbe molto, per inciso, e tra poco è il mio compleanno…;-)

  10. PieroPa ha detto:

    Posso capire che a quelche persona possa venire l’idea di un silenzio come protesta verso una presunta (tra l’altro possibile e fantomatica) censura. Tuttavia mi pare del tutto strano (ed in perfetta sintonia cion questa forma di “piagnisteismo”) il fatto che la “libera stampa” (eccetto due eccezioni) abbia passato sotto silenzio (silenzio davvero fragoroso!) la cacciata dei giornalisti israeliani dalla Federazione Internazionale della Stampa. Questo è un attentato alla libertà, certo non il lodo Alfano (almeno a parere mio).
    Comunque… buon silenzio!

  11. PieroPa ha detto:

    Cara Julia a quanto pare il tuo silenzio è contro questo (penso che sia sempre opportuno rifarsi alle fonti delle notizie delle quali si parla): http://www.marcocastoro.it/?p=1941
    Mi chiedo dove siano le norme liberticide dqlle quali si va parlando… forse non sono in grado di coglierle.
    Un caro saluto.

  12. cestodiciliegie ha detto:

    @Piero: credo che Julia si riferisse a questo.
    c) dopo il quarto comma è inserito il seguente: “Per la stampa non periodica l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo 57-bis del codice penale, provvedono, su richieste della persona offesa, alla pubblicazione, a propria cura e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità, purchè le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di rilievo penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata entro sette giorni dalla richiesta con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l’ha determinato”;

    d) al quinto comma, le parole: “trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma” sono sostituite dalle seguenti: “trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, e sesto comma” e le parole “in violazione di quanto disposto al secondo, terzo e quarto comma” sono sostituite dalle seguenti: “in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, quinto e sesto comma”;
    COMMENTO PERSONALE
    Milva

  13. PieroPa ha detto:

    @Milva. Ma non riesco (ognuno ha i propri limiti…) a vedere come si possa trovare in tutto questo una “violazione della libertà” o peggio qualche “forma di censura”.
    Grazie, in ogni caso e un caro saluto.

  14. camden ha detto:

    Mamma mia quanto hai scritto in questi giorni che non sono passata a leggere…mi devo mettere in pari! 🙂

  15. juliaset ha detto:

    Vedo che avete esploso bene l’argomento, faccio solo alcune precisazioni su quello che intendevo dire con questo post. Ho parlato di silenzio (e non di sciopero, visto che nessuno ha mai avuto la bizzarra idea di pagarmi per imbrattare la rete) inteso soprattutto come pausa di riflessione. In questi giorni ho infatti riflettuto molto sul significato del mio blog, e questa iniziativa mi ha fatto semplicemente allargare l’orizzonte. Però, e l’ho scritto anche in precedenza, io non vedo tutto questo pericolo per l’informazione, infatti ho deciso di non mettere nè megafoni nè bavagli nel post (so che qualcuno storcerà il naso, ma è l’unico modo che mi è venuto in mente per dire che non mi riconosco completamente nell’iniziativa, pur appoggiandola). Ci vedo solo una legge scritta male, e le leggi fatte male producono sempre danni. Spero di non offendere nessuno, ma per me i blog, esclusi (forse) quelli giornalistici, non sono altro che chiacchiere fatte in piazza ad alta voce: insomma, resta il fatto che ognuno è responsabile penalmente di ciò che dice, questo non si discute, ma la carta stampata è un’altra cosa. C’è in effetti il problema della permanenza in rete di ciò che scriviamo, ma non credo che la rettifica sia uno strumento effettivamente applicabile ai blog. Poi credo che siamo tutti d’accordo sul fatto che ci siano anche problemi più gravi di cui non si parla abbastanza, per vari motivi.
    Già che ci sono, lancio una piccola provocazione: vi sembra normale che la maggior parte di noi (me compresa) faccia fatica a capire cosa c’è scritto in una legge (il discorso vale anche per altri settori, in particolare mi riferisco all’ambiente, visto che ultimamente sto sbattendo la testa contro normative e decreti contraddittori)? A me no.

  16. AdamsRib ha detto:

    Non credo che ci fosse bisogno di una precisazione da parte tua, perchè la chiosa del tuo post è chiara: Lo farò per sottolineare quanto ci tengo a difendere la libertà di espressione in tutte le sue declinazioni.
    Questa mi sembra un’affermazione che va oltre a una “pausa di riflessione”.

    Il problema non è dato solo dal linguaggio, secondo me, ma da come e quando certi provvedimenti siano stati presi… Questa mancanza di consapevolezza mi mette parecchio a disagio.
    Per quanto riguarda l’ambiente, nel mio piccolo sono convinta che si debba fare uno sforzo per non tornare alla situazione di partenza, bensì affrontare questa crisi con un piglio costruttivo e una rotta veramente differente da quella seguita sinora. Possibilmente rompendo col mito dello sviluppo inarrestabile e a tutti i costi. Però è un tema complesso e questo non è lo spazio adatto per discuterne.

  17. giorgi ha detto:

    Bentornata (anche se da qui, a quanto pare, non te ne sei mai andata ;-))

  18. juliaset ha detto:

    @AdamsRib: riguardo l’ambiente sai che siamo d’accordo, anche se in questo caso non mi riferivo a “cose grosse”, ma a semplici menate burocratiche a livello regionale e provinciale, contro cui purtroppo sto cominciando a sbattere la testa. Tornando al discorso iniziale, il come, il quando e la mancanza di consapevolezza mettono a disagio anche me, però trovo che anche rispondere con atteggiamenti estremi sia controproducente (mi riferisco a certi slogan offensivi, che hanno l’unico effetto di rafforzare l’immagine del blogger come insultatore impunito, a mio parere). Per questo ho preso un po’ di distanza, anche se il concetto di fondo è quello.

    @giorgi: sono sempre qui, vedi?:-)

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