Lo sguardo della rosa

Oggi non sarò breve, ve lo dico subito.
Sono stata tanti giorni lontana dal blog, dal caffè e dalla liquerizia, i miei tre vizi peggiori. Mi sono dedicata agli affetti in carne ed ossa, che avevo trascurato un po’, e ad una necessaria disintossicazione. Non sono più quella di un tempo (fortunatamente o sfortunatamente, devo ancora deciderlo), insomma sto invecchiando, e l’abuso di caffeina, notti insonni e posture scorrette mi procura qualche disturbo di troppo. Ma stamattina le cose hanno un altro sapore: mi sono svegliata ed ho pensato che il mio posto era qui, a lasciare traccia di me in questo mare digitale, per fissare questo momento irripetibile, la mia ennesima svolta.
Ci sono anniversari da festeggiare, come sempre. Il primo è particolarmente importante: circa due anni fa venivo operata. Il tumore lasciava il mio corpo, portandosi via anche un bel pezzo di me, e lasciandomi terrorizzata, stordita e tutta da rifare, in molti sensi. Mai, e dico mai, mi sarei immaginata che stamattina sarei stata seduta qui, a scrivere sul mio blog, con accanto la rosa arancione che mi hanno regalato gli allievi del corso che ho appena terminato. Una rosa singola, birichina, con questo colore bellissimo e cangiante. Già, perché questi ignari compagni di corso, per ringraziare la loro tutor “carina, simpatica e molto paziente” (son soddisfazioni), senza saper null’altro di me, senza sapere in pratica che sono corraggioROsa, mi hanno manifestato il loro apprezzamento per come sono, regalandomi un fiore del colore che mi rappresenta. Due anni di libertà dalla malattia vogliono dire infatti codice arancione: tradotto significa che restiamo sempre in allerta, ma anche che questo cancro giovanile ed aggressivo per ora ha dimostrato di non essere poi così aggressivo, e forse neanche così giovanile. Lo dico sempre con le dita incrociate, sia chiaro: so bene che razza di fetente è l’oggetto dei miei discorsi. Eppure, dopo due anni, sta succedendo l’incredibile: la malattia non occupa più tutti i miei pensieri. Per la prima volta non mi ha impedito di fare un investimento su me stessa, di guardare avanti, e questo di per sé è un grosso traguardo.
E poi in questi giorni festeggio anche un altro anniversario, forse più sottile da identificare, ma molto significativo. Un anno fa finivo il mio iter ricostruttivo, salutavo i plastici, chiudevo una cartellina di visite e controlli, e mi trovavo di nuovo smarrita, con un corpo diverso, da imparare a gestire ed amare come avevo amato il precedente. Per quanto abbia sempre cercato di riderci su, ho impiegato tutti questi dodici mesi a riformare l’immagine mentale di me stessa. La mia trasformazione psicologica del resto continua ancora, anche se ora sono concentrata su altre cose: per esempio la convivenza con l’idea di malattia, oltre che il desiderio di rafforzare i legami che ho creato in questi anni, sulla spinta del mio senso di solitudine e della mia incapacità di rapportarmi alle persone come facevo prima. E vedo che gli altri, quelli che mi vogliono bene, si stanno adeguando: le mie figlie sono cresciute con me, non sanno neanche chi ero prima; il resto della mia famiglia, dopo l’iniziale sconcerto, si sta abituando al mio cambiamento; i miei amici vecchi e nuovi sembrano seguire con affetto le mie mutazioni continue, sforzandosi di comprendere i tratti più lunatici del mio nuovo carattere. Sono sempre molto più egoista e menefreghista di un tempo (e questo lo nota soprattutto chi mi conosce da anni), però il risvolto positivo è che ho cominciato a sfrondare compiti e rapporti inutili, e sono senz’altro più obiettiva nei confronti di me stessa e degli altri. Per il resto sono sempre un po’ stupita di fronte a certe mie nuove debolezze e fragilità, ma imparerò a convivere presto anche con loro, almeno spero.
Ecco, ho finito. La mia rosa arancione mi guarda perplessa ma benevola, mentre scrivo tutte queste cose. Sembra quasi che mi conosca meglio di me. Se fossi in fase di ricerca di una nuova dipendenza affettiva, comincerei in questo stesso istante a studiare un modo per proteggerla da tutto, per non farla sfiorire. Ma non mi sento più come il Piccolo Principe, caduto per sbaglio in un mondo del tutto estraneo al suo piccolo asteroide: stavolta mi accontenterò solo di guardarla invecchiare liberamente, insieme a me, chiudendo l’ennesimo piccolo cerchio.
Be’, non sono stata breve, ma vi avevo avvisati.

rosa-arancio

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21 risposte a Lo sguardo della rosa

  1. unmaredisorrisi ha detto:

    Le esperienze fanno crescere e cambiare in particolare le esperienze di sofferenza di dolore. Ma l’importante è poi rialzarsi e continuare a vivere come stai facendo tu….e non solo per gli affetti che ci circondano….ma soprattutto per noi stessi. Sono certa che il codice Arancione scomparirà presto per lasciare posto ad un codice “Sempreverde” …….

  2. PieroPa ha detto:

    Non posso certo dire di conoscerti… da anni, ma posso affermare che non trovo nelle tue parole nessuna traccia di egoismo o di menefreghismo. Certo, può essere una mia impressione personale, ma come la mettiamo con tutte le persone che trovano conforto e voglia di continuare leggendo le tue parole? No, Julia il “dannato” ti ha segnato, ma tu sei stata capace di rimenere una persona stupenda capace non solo di “battere” “lui”, ma anche di guardare al futuro senza timore (almeno senza quelli di un anno fa…).
    Complimenti. Continua così. Per te, per le tue piccole, per il Principe… e anche per tutti noi.
    Buona domenica.

  3. AdamsRib ha detto:

    Probabilmente anche le persone che non conoscono la tua storia intuiscono quello che porti dentro, cioè una forma speciale di esserci. Non so se tu credi nei segni, io sì. Sono convinta che la nostra esistenza ne sia costellata, solo che molto spesso non vi facciamo attenzione. Prenditi tutto il tempo per ammirare la tua rosa. Un bacione!

  4. widepeak ha detto:

    oggi è proprio giorno di anniversari. in questa strada è bello sapere che sei da qualche parte davanti a me, per una strada tutta tua. Mi fa venire una voglia di sceglierne sempre di nuove e di incontrarci su quelle. e di non fermarmi mai.

  5. rikyraf ha detto:

    era un pò che nn passavo di qua… periodo strano un pò per tutti a quanto pare….! tieni botta! 🙂

  6. juliaset ha detto:

    @unmaredisorrisi: sì, è quello che io chiamo “sano egoismo”…Per il verde ci vuole ancora molto tempo, ma una cosa alla volta.:-*

    @PieroPa: mi conosci bene e non mi conosci da tanto, come tutti voi amici che ho incontrato su splinder. Essere diventati più egoisti può voler dire molte cose, non necessariamente negative, e vale lo stesso per il termine menefreghista. Un tempo ero molto diversa, pretendevo tanto da me stessa, ora mi perdono e mi coccolo di più. In linea generale va bene, solo che qualche volta ci prendo un po’ la mano e non ci sono per nessuno. Ti ringrazio tanto per i complimenti, oggi mi fanno davvero un gran bene.

    @AdamsRib: mah, se credo nei segni…in un certo senso sì e in un certo senso no. Penso che per un “segno” che troviamo (o crediamo di trovare) ci siano milioni di cose che non hanno alcun significato, però quel “segno” le vale tutte quante…E’ una specie di poesia di fondo che c’è nel mondo, ed è talmente forte che conoscere la sua vera origine è quasi secondario. Un abbraccio!:-*

    @widepeak: tu hai il potere di farmi commuovere all’istante, ragazza! Un bacione.

    @rikyraf: qui non va così male, sono solo riflessiva…però contenta.:-)

  7. utente anonimo ha detto:

    Mi è venuto in mente di visitare adesso il tuo blog e sono capitata tra i petali di questa rosa arancione!
    Un caro saluto!

  8. utente anonimo ha detto:

    Ciao Julia
    da Paolo Falconi

  9. Notforever ha detto:

    non sei stata breva ma t’ho letta tutto d’un fiato
    ognuna di noi ha un giorno X, un anniversario particolare, una ripartenza da ricordare e festeggiare
    e questo trovarsi nuove è molto bello : significa riuscire a a cambiare e fare in modo che la nostra cresciata sia sempre continua
    Buon anniversario!!!

  10. utente anonimo ha detto:

    DIFFICILE LASCIARMI SENZA PAROLE, DIREI CHE QUASI NESSUNO CI SIA MAI RIUSCITO…. TU OGGI SI!!!… E ANCHE QUESTO E’ UN PICCOLO TRAGUARDO!! AH AH AH.
    MI ASCIUGO LA LACRIMA E TORNO A TESTA BASSA SULLA MIA SCRIVANIA.
    BRILLOPERTE

  11. ziacris ha detto:

    che dire…che mi hai descritta alla perfezione, si diventa egoisti, ma c’è gente che lo diventa per molto meno, quindi io mi sento pienamente giustificata di questo mio egoismo

  12. pensataaddosso ha detto:

    Non posso dire di conoscerti bene ma non mi sembri affatto una persona egoista forse la tua brutta esperienza ti ha fatto dare maggiore peso a quello che ti rende felice ma questo non è egoismo, questo è godersi la vita.

  13. mammaoggilavora ha detto:

    Non penso sia necessariamente egoismo il tuo, solo essere piu’ onesti con se stessi e dare alle cose l’importanza (relativa) che meriterebbero…

    Auguri per questi anniversari e traguardi.

  14. latendarossa ha detto:

    Credo che tu abbia affrontato la terribile prova che hai incrociato nel tuo percorso – e stia continuando a farlo – nella maniera migliore. Come l’opportunità, anche, di imparare quacosa di più su di te. Sono sempre più contento di aver scoperto un giorno questo blog, perché dietro c’è una persona molto genuina e trasparente…come lo sguardo della rosa 🙂

  15. delphine56 ha detto:

    speravo diriuscire a madarti una rosa….. ma come al solito sono una foca con il pc…. apprezza l’intenzione^_^

  16. juliaset ha detto:

    @anna: ciao, sei la benvenuta!

    @paolo: grazie, un caro saluto anche a te!

    @Notforever: mi piace il termine ripartenza…:-*

    @brilloperte: ma no, la testa bassa no! Un bacione!

    @ziacris: il termine egoismo è un po’ forte, però non ne trovo uno migliore per descrivere lo stato d’animo di chi pensa prima a sè, e poi agli altri…anche perchè star bene è l’unico modo per non essere di peso e magari rendersi veramente utili, in certe circostanze.

    @pensataaddosso: hai detto proprio bene! 🙂

    @mammaoggilavora: anche ti hai colto, l’onestà è il punto chiave della questione…non aver paura di focalizzare ciò che siamo e desideriamo davvero.

    @latendarossa: anch’io sono contenta…e poi una rosa è una rosa è una rosa, dicevano…

    @delphine56: la foca è un animale da proteggere!:-)) Un bacione.

  17. fiordicactus ha detto:

    post commovente, tanti ricordi, tanta condivisione, seppur lontani! 😉

    Bacioni! R

  18. diggiu ha detto:

    Una ginestra appena sbocciata è il mio omaggio per una persona solare e splendida, anche se scrive post lunghi che si leggono in un attimo perché ricchi di speranza e di momenti di vita vera.
    Un abbraccione.
    diggiu

  19. camden ha detto:

    Un post da applauso, brava Julia, non si può non essere con te…

  20. juliaset ha detto:

    @fiordicactus: la condivisione è la cosa più bella!:-*

    @diggiu: ricambio commossissima!

    @camden: e tu sei sempre tanto cara!

  21. cestodiciliegie ha detto:

    Lalatit anza dal blog mi aveva fatto perdere questo post stupendo. Bene, ho rimediato. Sei una gran bella crisalide, cara Julia. E presto sarai una splendida farfalla.

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