Il mio maggio intenso

Così finisce anche questo maggio, un mese che non dimenticherò facilmente.
Di cose importanti ne sono successe tante, e alcune ve le ho raccontate, altre no. Adesso anche giugno si prospetta un mese intenso, poi da luglio in poi la mia agendina si rilassa, entra nel cuore dell’estate e inizia a prepararsi ad un convulso settembre, tra i miei tour di controllo in ospedale e l’inizio della scuola della Principessa Grande. Ma torniamo a maggio, che oggi si chiude in gloria con un bel pranzo di famiglia in un agriturismo.
Devo ancora raccontarvi che alcune settimane fa ho partecipato al settimo villaggio della prevenzione, organizzato a Modena come ogni anno dal Ilcestodicilege Onlus. Non ve ne ho parlato subito perché impiego sempre un po’ di tempo a metabolizzare questo genere di eventi: il clima che si respira è bellissimo, ma la faccenda per me resta comunque delicata, non so se mi spiego. Insomma, quando si parla di prevenzione e di diagnosi precoce, da queste parti si ha sempre una strana sensazione di deja-vù. In definitiva è stata una gran bella esperienza, molto coinvolgente, che mi ha permesso di conoscere tante ragazze furbe. Voi direte: ma come fai a riconoscerle? Be’, è semplice, ora ve lo spiego.
Una ragazza furba non si fa pregare troppo e se deve fare una cosa agisce in fretta, senza tanti se e tanti ma.
Una ragazza furba non se ne sta lì a rimuginare, preferisce sempre togliersi i dubbi.
Una ragazza furba non se la racconta, non si nasconde dietro un dito, perché capisce al volo la posta in gioco.
Una ragazza furba ha paura come tutte le altre, però quando è il momento va e l’affronta, magari confidando anche un po’ nel famoso Fattore C.
Insomma, una ragazza furba conosce bene il proprio corpo, e all’occorrenza fa il pap-test e la visita senologica.
Nella maggior parte dei casi chiude la sua cartellina e per un po’ non ci pensa più. Negli altri casi affronta la realtà, a muso duro e a testa bassa, fiduciosa di saltarci fuori.
Del resto, ormai lo sanno anche i muri: le ragazze brave vanno in paradiso, mentre le ragazze furbe vanno dappertutto.

Cherry on the RailRoad
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16 risposte a Il mio maggio intenso

  1. utente anonimo ha detto:

    forse è per questo che io invece non amo questi grandi eventi per la prevenzione. io pensavo di essere stata furba, mi sono fatta visitare due volte ed entrambe le volte mi hanno rimandato a casa: “stia tranquilla”. poi furba o non furba, quando decidi di accanirti ancora un po’, scopri che si è fatto tardi e ti ritrovi a cercare un taxi che ti riporti a casa in piena notte.
    mah!
    misshajim

  2. AdamsRib ha detto:

    Brava Julia, fai bene a ricordarlo. Modestamente (!) rientro nella categoria delle ragazze furbe e nel mio caso posso testimoniare che con un minimo di attenzione e un po’ di pazienza si possono scacciare brutti guai. Se poi non si possono proprio evitare, li si affronta prendendo ad esempio un bel frattale 😉

  3. juliaset ha detto:

    @misshajim; be’, io ti faccio rientrare nella categoria delle ragazze furbe, magari tra quelle con poco fattore C, ecco. Anche a me al momento della prima diagnosi è successa una cosa del genere (succede spesso alle donne giovani, va detto), però ho avuto un briciolo di fortuna, e soprattutto un paio di angeli custodi a cui la cosa non sconfinferava del tutto. Così l’ho trovato che era ancora abbastanza piccolo, ma essendo un vero bastardo, della specie più cattiva e poco curabile, l’ho dovuto trattare in malo modo. E adesso ho proprio intenzione di andare dappertutto (e anche tu, con o senza taxi, vedrai), ma mi fa male vedere che molte donne (anche tra quelle che frequento abitualmente) non vogliono ancora mettersi in testa che bisogna controllarsi, o almeno conoscere bene il proprio corpo. Un abbraccio.

    @AdamsRib: brava! Bisogna parlarne, la furbizia è contagiosa…:-*

  4. AdamsRib ha detto:

    E’ vero, anch’io conosco molte coetanee e ragazze che non fanno i controlli e proprio non le capisco. Le strutture ci sono (i consultori ti vengono incontro anche sul piano economico) e le informazioni, ormai, pure. Fortunatamente sono stata educata così e lo stesso farò un domani con mia figlia, se ne avrò.

  5. juliaset ha detto:

    Guarda, ho discusso di recente con una persona a cui voglio bene per questo motivo…e le ho detto di non fare la furba con me, visto che le scuse non attaccano! Sono ancora un po’ arrabbiata, si vede?
    O.T: spero tu stia passando una buona domenica, qui piove…

  6. latendarossa ha detto:

    Già, le ragazze furbe devono capire che se vogliono davvero essere furbe, ma proprio furbefurbe, devono fare i controlli. Bella metafora, Julia (ti ho tumblurato).

  7. cestodiciliegie ha detto:

    Grazie per la citazione e anche per la tua collaborazione.
    Senti, credi sia possibile andare dappertutto poi, molto, molto, molto poi, vista anche la latitalza del fattore C, andare in paradiso? 😉
    P.S. e se qualcuno è curioso come una scimmia riguardo al post precedente cosa deve fare, offrirti l’ormai incredibile caffè?

  8. juliaset ha detto:

    @latendarossa: grazie per avermi tumblurato, sai che è sempre cosa gradita…però la metafora non è del tutto originale, la storia delle ragazze furbe l’ho vista scorrere recentemente su uno screen-saver, anche se riferita a un altro contesto!

    @cesto: certo che si può, ma solo fra molti, moltissimi anni (parlo del paradiso, non del caffè)!;-)

  9. PieroPa ha detto:

    …una ragazza furba assomiglia, infallibilmente, a Julia!

  10. fiordicactus ha detto:

    Spero di rientrare fra quelle furbe, (anche se un po’ pigra!;-)
    Ciao, R

  11. AdamsRib ha detto:

    … ed anche il lunedì è grigio, ma pazienza! L’uomo col binocolo è a casa per il ponte e, anche se lavora lo stesso, ci godiamo un paio di giorni in più! Poi i sei mesi son vicini 😉

  12. juliaset ha detto:

    @PieroPa: ma no, speriamo di no, dai!:-))

    @fiordicactus: sei furba, lo sappiamo…

    @AdamsRib: di già? Bello…

  13. latendarossa ha detto:

    Era bella l’applicazione al contesto (sì credo che la frase sia tratta dal film Thelma & Louise!) 😉

  14. juliaset ha detto:

    Hai ragione, ora me lo sono ricordata anch’io!:-))

  15. ziacris ha detto:

    E’ più facile far finta di niente, è più facile pensare che non parlandone non se ne viene colpiti, è più facile pensare che non parlandone si guarisce…è tutto più facile, piuttosto che sentirsi dire “hai un tumore”

  16. juliaset ha detto:

    Eh, hai capito cosa intendevo…che nervi!

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