Ho letto La metà di niente durante l’estate del 2010. Preso per caso e divorato in pochi giorni, l’ho portato con me anche mentre le mie figlie sguazzavano in piscina, tanto che ne ho abbondantemente bagnato le pagine di spruzzi (e qualche lacrima, ma molto discreta).
Ho amato questo libro innanzi tutto perché la protagonista è una donna ferita che si rialza, argomento da sempre sufficiente a farmi esaltare e commuovere senza pudore. Ma questo romanzo per me è particolarmente prezioso anche perché dice una cosa molto vera, e cioè che quando ti trovi a difenderti contro un grande dolore inaspettato, subito dopo riemergono dal passato anche tutte le altre cose che ti hanno fatto soffrire.
E’ proprio così, quando capisci di essere miracolosamente sopravvissuto, c’è sempre un momento in cui ti sembra che tutti i tuoi vecchi nemici siano stati chiamati a raccolta per darti il colpo di grazia. Abbandoni, ferite narcisistiche, paure varie, rapporti irrisolti, lutti non ancora elaborati…All’improvviso capisci che erano tutti lì in agguato, nascosti da qualche parte, pronti a colpirti proprio nel momento di maggiore debolezza. E la protagonista del romanzo, Rose, resiste di fronte all’attacco di tutti questi draghi furiosi nel modo più femminile che conosca, ovvero alternando la spunta delle liste di cose da fare a lunghe sedute rilassanti nella vasca da bagno. In questo modo riesce a tenere in piedi la famiglia dopo l’abbandono del marito, e intanto trova la forza per ricominciare a progettare la sua vita su una base completamente nuova, la stima di sé.
Come certo saprete, il mondo è pieno di donne come Rose, più o meno camuffate, e io ho avuto la fortuna di conoscerne qualcuna, motivo per cui questo libro rimane stabilmente nello scaffale dei miei preferiti.
Negli ultimi tempi questa eroina di carta mi mancava un po’, e sono stata felice di riuscire a leggere proprio in questi giorni L’amore o quasi, il seguito del primo romanzo che la vede protagonista. Qui c’è una Rose ancora diversa, che non si accontenta più di resistere ai colpi bassi della vita e strappare alla quotidianità alcuni momenti tutti per sé, ma si prende addirittura qualche rivincita, scoprendo il potere terapeutico della leggerezza. Non ho pianto leggendo questo libro – che è certamente meno intenso del precedente – ma l’ho trovato molto naturale, del tutto in linea con il mio attuale modo di sentire. Perché l’atteggiamento di Rose è sì più leggero, ma anche sempre attento a difendersi dai draghi nascosti, con quel pizzico di disillusione che è il prezzo segreto della serenità.
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Siccome ho divorato questo libro che mi fu regalato da una amica, mi procurerò anche il seguito. Buon fine settimana
letti entrambi. insomma ..troppo ottimista..
ho letto e amato entrambi questi libri della dunne diversi anni fa e il tuo post me li ha fatti rivivere..
io amo la dunne, “La metà di niente” mi ha fatta sbellicare dalle risate, puoi ben immaginare per cosa…
mia mamma qualche Natale fa mi ha regalato un altro libro della Dunne: Se stasera siamo qui. Molto bello. La metà di niente invece è a casa sua, e me ne ha parlato molto bene, anche se non ho ancora trovato occasione/tempo di leggerlo. Questo tuo post ha fatto tornare “a galla” questa tra le cose da fare!
mi è piaciuta questa tua recensione!
Anche a me piace la Dunne, scrive in maniere semplice ma non semplificata o banale o superficiale.Ci si riconosce. Ho letto diversi suoi libri e ora mi aspetta l’ultimo TUTTO PER AMORE.
)
aleike
@giudig: vista la mia lentezza a connettermi sul blog, tra poco devo augurarti un altro buon fine settimana…Grazie!
@koredititti: il secondo libro sì, sicuramente, tanto che mi è venuto il dubbio che il finale fosse stato imposto…Ma la perdono!:-)
@wolkerina: abbiamo gusti simili!:-)
@ziacris: è vero, c’è quel passaggio che…:-D
@klelya: prenotato in biblioteca anche quello!:-))
@aleike: ti capisco benissimo… io li leggerei tutti di fila, ma ho preso l’abitudine di prenotare decine di libri in biblioteca e devo rispettare le code!
Letto il primo anni e anni fa, comprato dalla figlia, cercherò questo . . . in Biblio o in Libreria!
Ciao, Fior
Poi mi dici!;-)
io invece lo comprerò….
Innanzi tutto grazie per il passaggio…Ricordati di ripassare di qui e lasciarmi il tuo parere sul libro.:-)
Ciao, bellissimo post… Ho letto ” La metà di niente” nel lontano 1999, l’ho amato molto e negli anni seguenti l’ ho regalato spesso alle amiche e ,come faccio con i libri che mi restano dentro, l’ho anche riletto, quello che non sapevo è che dieci anni dopo la storia di Rose sarebbe diventata, con poche varianti, la mia…. Ora, io non lo so se sono coraggiosa come lei, certo ci provo, e quello che mi piacerebbe, è che ci fosse un seguito anche per me
Caspita, Debora. Il fatto che tu abbia molte amiche a cui poter regalare questo libro la dice lunga sul tipo di persona che sei…Avrai il tuo seguito, andrà tutto bene. Ti abbraccio!